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Singer. Decroissance.

Crisi. Appunti per una Città della Follia nell’era postumana. Riflessioni sul delirio economico contemporaneo.

Il vocabolo crisi indica oggi il momento in cui medici, diplomatici, banchieri e tecnici sociali di vario genere prendono il sopravvento e vengono sospese le libertà. Co­me i malati, i paesi diventano casi critici. Crisi, la parola greca che in tutte le lingue moderne ha voluto dire “scel­ta” o “punto di svolta”, ora sta a significare: “Guida­tore, dacci dentro!”. Evoca cioè una minaccia sinistra, ma contenibile mediante un sovrappiù di denaro, di ma­nodopera e di tecnica gestionale. Le cure intensive per moribondi, la tutela burocratica per le vittime della di­scriminazione, la fissazione nucleare per i divoratori di energia sono, a questo riguardo, risposte tipiche. Così in­tesa, la crisi torna sempre a vantaggio degli amministra­tori e dei commissari, e specialmente di quei recuperatori che si mantengono con i sottoprodotti della crescita di ieri: gli educatori che campano sull’alienazione della società, i medici che prosperano grazie ai tipi di lavoro e di tempo libero che hanno distrutto la salute, i politici che ingrassano sulla distribuzione di un’assistenza finanziata in pri­mo luogo dagli stessi assistiti. La crisi intesa come necessità di accelerare non solo mette più potenza a disposizione del conducente, e fa stringere ancora di più la cintura di sicurezza dei passeggeri; ma giustifica anche la rapina dello spazio, del tempo e delle risorse, a beneficio delle ruote motorizzate e a detrimento delle persone che vor­rebbero servirsi delle proprie gambe. Ma “crisi” non ha necessariamente questo significato. Non comporta necessariamente una corsa precipitosa verso l’escalation del controllo. Può invece indicare l’attimo della scelta, quel momento meraviglioso in cui la gente all’improvviso si rende conto delle gabbie nelle quali si è rin­chiusa e della possibilità di vivere in maniera diversa. Ed è questa la crisi, nel senso appunto di scelta, di fronte alla quale si trova oggi il mondo intero“.

Ivan Illich, Per una storia dei bisogni, © 1977, 1978 by Ivan lllich © 1981 Arnoldo Mondadori Editore S.p.A., Milano Titolo dell’opera originale Toward a History of Needs, Pubblicato negli Stati Uniti da Pantheon Books divisione della Rundom House, Inc., New York.

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