Vita quotidiana


Radici imolesi XVI, appunti per una Città della Follia.
Follia e Resistenza (nella vita quotidiana delle persone) in epoca postumana.

“Se è vero che il reticolo della «sorveglianza» si precisa e si estende ovunque, tanto più urgente è svelare in che modo un’intera società non si riduca ad esso; quali procedure
comunemente diffuse (anch’esse «minuscole» e quotidiane) vengano adottate per
eludere i meccanismi della disciplina conformandovisi ma solo per aggirarli; e infine
quali «modi di fare» costituiscano la contropartita, per i consumatori (o i «dominati»),
delle tecniche silenziose utilizzate per assicurare l’ordine politico e sociale.
Sono le mille pratiche il cui uso serve a riappropriarsi dello spazio organizzato mediante
le tecniche della produzione socio-culturale, che pongono questioni analoghe e contrarie
a quelle affrontate nel libro di Foucault: analoghe, poiché si tratta di distinguere la
proliferazione di operazioni quasi microscopiche all’interno delle strutture tecnocratiche
e di trasformare il funzionamento attraverso una molteplicità di «tattiche» basate su
«dettagli» quotidiani: contrarie, poiché non si tratta più di precisare in che modo la
violenza dell’ordine si tramuti in tecnica disciplinare, bensì di riesumare le forme
surrettizie che assume la creatività dispersa, tattica e minuta dei gruppi o degli individui
intrappolati ormai nelle reti della «sorveglianza». Queste procedure e astuzie dei
consumatori finiscono col costituire la trama di un’antidisciplina che è precisamente
l’oggetto della nostra ricerca.”

Michel de Certeau, L’invenzione del quotidiano.

Annunci