Corpi


Radici imolesi XX, appunti per una Città della Follia. Corpi e Follia  in epoca postumana.

Nella clinica contemporanea il rifiuto isterico del corpo sembra radicalizzarsi torcendosi contro se stesso; diventando rifiuto del corpo nelle forme estreme di una sua degradazione distruttiva. Il corpo martoriato dell’anoressica, marchiato da percing e tatuaggi, ricoperto da tagli reali (come nelle esperienze estreme dei “cutters”), mascolinizzato nell’attività frenetica ed estenuante dell’esercizio fisico o esibito senza veli nella sua mostrazione pornografica, ridotto ad oggetto di sevizie e di attività masochistiche più varie, trasfigurato dall’uso sempre più illimitato e perverso della chirurgia estetica, sconvolto dalla chimica anestetizzante e ipereccitante delle nuove droghe, schiacciato dal consumo compulsivo, bulimizzato, obesizzato, costantemente angosciato dalla “mancanza della mancanza”, dall’ eccesso di godimento, sono configurazioni del corpo nello spazio dell’ipermodernità che evidenziano il narcisismo nichilistico che lo avvolge. Sono, cioè, configurazioni del “rifiuto del corpo” nell’epoca della crisi del simbolico e del trionfo dell’oggetto reale di godimento.

Massimo Recalcati, Corpo e angoscia, 2010

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