Analisi (bio)mediche


La realtà dei sensi affonda sempre più sotto le pagine delle istruzioni programmate su come vedere, sentire, gustare. L’educazione alla sopravvivenza in un ambiente irreale comincia dai primi manuali scolastici e finisce col morente che si aggrappa ai risultati delle analisi mediche che gli vengono mostrate e giudica il suo stato di salute solo così. Eccitanti astrazioni hanno catturato le anime e hanno ricoperto la percezione del mondo e di noi stessi come federe di plastica. Me ne accorgo quando parlo ai giovani della resurrezione dei morti. La loro difficoltà non consiste tanto in una mancanza di fiducia quanto nel carattere disincarnato delle loro percezioni, in un modo di vivere costantemente distratto dal loro soma o carne. In un mondo ostile alla morte, non ci si prepara più ad andare verso la morte, ma a morire senza andare da nessuna parte.

“Ivan Illich, La perdita del mondo e della carne” (1992)

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