Dio non è altro che la società. 4 – La morte del Prossimo, Luigi Zoia


Segnalo questo breve saggio di Luigi Zoja , Psicoanalista, C.G. Jung Institute, Zurigo, autore del libro “Storia dell’arroganza. Psicologia e limiti dello sviluppo” .

«Per millenni, un doppio comandamento ha retto la morale cristiana: ama Dio e ama il prossimo tuo come te stesso. Alla fine dell’Ottocento, Nietzsche ha annunciato: Dio è morto. Passato anche il Novecento, non è il tempo di dire quel che tutti vediamo? E’ morto anche il prossimo. La società retta da due pilastri (ama Dio e il prossimo tuo come te stesso) non ha avuto più equilibrio da quando uno è crollato. La società di oggi è laica. La morte di Dio ha svuotato il cielo. Ma niente resiste al risucchio del vuoto. Lo spazio celeste è stato riempito con l’assunzione dei miracoli della scienza e dell’economia fra le divinità. Troppo spesso si dimentica che desiderare significa proprio questo: smettere (de-) di affidarsi agli astri (sidera)  farne a meno, sostituirsi al cielo. Continuiamo ad aver bisogno di adorare qualcuno, ma il posto di Dio è preso dall’uomo e dalle sue opere. Insieme sono elevate a modello e scopo per altri uomini. L’uomo ideale è trasfigurato, divinizzato. Di conseguenza non è più un uomo vicino. Non è più una vista: è una visione. Ecco l’origine del culto delle persone famose, delle ‘celebrieties’. Naturalmente le persone vicine continuano ad esistere, ma la loro banale imperfezione le rende più estranee di un tempo… Dopo la morte di Dio, la morte del prossimo è la scomparsa della seconda relazione fondamentale dell’uomo. L’uomo cade in una fondamentale solitudine. E’ un orfano senza precedenti nella storia…».

Luigi Zoja “La morte del prossimo”

Forse mi ripeto ma, pensando alla deriva sviluppista che “la maggioranza” anche dei miei concittadini sembra accogliere come il migliore dei mondi possibili, penso a cosa direbbe mio nonno Francesco. Per lui, (cavaliere di Vittorio Veneto, socialista con il ritratto di Andrea Costa in camera da letto, scariolante, bracciante, poi mezzadro) la prossimità, il Prossimo erano la pietra angolare del suo pensiero che si esprimeva in questi termini: “bisogna avere rispetto delle persone”. In queste parole di cui conservo la memoria, emerge il Logos di cui sono fatto io stesso mater/ialmente.

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