News – Il default terapeutico


Il default terapeutico
miaeconomia.leonardo.it (21/09/2010)

Il discorso e’ piuttosto semplice. Da mesi e mesi il mercato immobiliare Usa annaspa, il settore e’ stato uno degli epicentri del disastro finanziario mondiale e ora continua ad annaspare in un circolo vizioso. Chi deve pagare le rate del mutuo fa fatica, mentre la disoccupazione si e’ fatta pesante, e intanto il governo si sta dissanguando per aiutare il settore ed evitare una ondata di mini bancarotte, che si riverserebbero sul settore bancario.

Due economisti di fama (e anche un po’ controcorrente) come Nouriel Roubini e Mark Zandi hanno una idea opposta. Invece di vedere il settore immobiliare per mesi e mesi continuare a tirare a campare, meglio fermare gli aiuti e lasciare che le cose vadano come devono andare. A quel punto l’agonia finirebbe e si potrebbe ripartire da qualche parte, liberando le energie delle risorse delle famiglie e rivedere i prezzi delle case risalire.

Secondo i due economisti le banche statunitensi sono in grado di digerire uno scenario di questo tipo, visto che nel frattempo i maggiori istituti finanziari hanno raccolto liquidita’ e hanno migliorato nettamente i loro bilanci. Roubini, al solito, va anche oltre e parla di una massiccia operazione di svalutazione dei mutui in bilancio, evitando alle banche di dover affrontare caso per caso in tribunale davanti all’insolvenza del proprio cliente, con cui essere costretti a rinegoziare (quando possibile).

Roubini e’ infatti convinto che l’economia statunitense stia faticando a ripartire in modo stabile proprio per il peso immenso dei mutui traballanti, per cui in un modo o nell’altro bisogna liberare le famiglie dal fardello di un debito per la casa troppo pesante. Liberarle dal peso del mutuo significherebbe anche liberare parecchie risorse che sarebbero destinate in modo diverso ma utile e adeguato all’economia.

Al massimo, dice Roubini, si potrebbero proteggere in parte le banche emettendo warrants che di fatto porterebbe a una conversione forzata da mutuo in azioni.

Il guaio e’ che Roubini aveva previsto nel 2006 una forte crisi dell’economia mondiale e di quella Usa in particolare e ora, secondo lui, ci sono il 40% di possibilita’ (in crescita) che gli Stati Uniti precipitino nel temuto “double dip”, la doppia recessione. E se un altro disastro arrivera’, dice Roubini, non ci sara’ qualcuno sul pianeta Marte pronto ad aiutare un’altra volta l’Fmi e l’Unione europea.

News – Il default terapeutico.

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