Il mondo riassunto nelle due parole di Jacques Monod


 

Studies of Embryos by Leonardo da Vinci (Pen o...

Studies of Embryos by Leonardo da Vinci. Image via Wikipedia.

 

Cosa resta di un testo che ebbe straordinario impatto «Il caso e la necessità»: 40 anni fa creava scalpore il trattato che aggiornava la teoria evoluzionista. 07/10/2010

Quarant’anni fa usciva Il caso e la necessità del premio Nobel per la medicina Jacques Monod, un libro sulla natura della vita destinato a fare epoca e a lasciare un segno nella storia del pensiero scientifico. Accolto con entusiasmi e critiche, il saggio contiene una chiave di lettura del fenomeno «vita»: pura contingenza, scrive Monod in un passo celebre, perché «soltanto il caso è all’origine di ogni novità, di ogni creazione nella biosfera.
Il caso puro, il solo caso, libertà assoluta ma cieca, alla radice del prodigioso edificio dell’evoluzione».
La biologia molecolare cominciava a muovere i primi passi con la decodifica del codice genetico e tutto quello che si conosceva riguardava quasi esclusivamente il mondo dei batteri.
Appariva come l’inizio di una nuova era: per la prima volta l’uomo si accingeva a comprendere i meccanismi fondamentali della vita. Monod stesso aveva contribuito a inaugurare questo stadio del pensiero scientifico, chiarendo alcuni aspetti della regolazione delle funzioni biologiche.
Il libro fu opera di divulgazione per una visione largamente condivisa dai biologi molecolari, ma che si presentò allora come una novità al di fuori del mondo scientifico: fu visto come un colpo di frusta contro convinzionivradicate.
DOMANDE
Monod, pur non rinunciando alle domande di carattere fondamentale (c’è un progetto dietro all’origine e all’evoluzione delle forme viventi? Era inevitabile che nascesse la vita? Se non un’intenzionalità, si può riscontrare almeno una direzionalità nel processo evolutivo?) arrivò a sostenere che la vita può essere completamente spiegata in termini di chimica-fisica di certi particolari stati della materia, organizzati in certe strutture particolari.
Tutti gli organismi, una volta originatisi, si modificano ed evolvono grazie ad una continua produzione d’individui varianti all’interno di ogni popolazione e all’azione dell’ambiente circostante. Sono premiate selettivamente alcune classi di individui e altre penalizzate.
Ogni organismo deriva dal sovrapporsi di piani di costruzione messi in atto a più riprese e combinati fra di loro secondo criteri puramente opportunistici. Il primo e unico scopo è quello di assicurare la continuità di quella data specie o del vivente in generale.
Monod portava avanti il discorso già iniziato da Darwin, ma arricchendolo con informazioni e considerazioni tipiche della sua epoca. Il caso e la necessità fu un libro molto letto, grazie alla notorietà dell’autore, nato a Parigi nel 1910 e morto a Cannes sei anni dopo la pubblicazione del trattato nel 1976, premio Nobel per la medicina nel 1965, e alla chiarezza con la quale è scritto. Fu accolto con sorpresa e con stizza per alcune affermazioni considerate pessimiste e viste come oltraggiose. I più concilianti fra i suoi avversari avanzarono l’ipotesi che forse stava esagerando, come capita di solito ai neofiti. Monod, nel volume, non cede il passo al pessimismo, anzi è animato da un grande entusiasmo: sì, siamo soli nell’universo e figli del caos, ma di strada ne abbiamo fatta molta e ne faremo ancora tanta. Monod ripone una grande fiducia nella potenza della ragione umana, in quanto l’unica in grado di capire sempre di più dell’universo che ci circonda che ci ignora e anzi non si lascia capire poi tanto facilmente. La vita è il regno della contingenza e noi stessi siamo il prodotto di una serie di eventi accidentali che nessuno si rassegna ad accettare come tali. Ma la contingenza è anche la compagna silenziosa della libertà.
GRATUITÀ
A Monod si deve soprattutto la spiegazione del concetto di gratuità dei fenomeni biologici.
Come tra le parole e gli oggetti che queste designano non c’è alcun rapporto di necessità — il cane si poteva chiamare in moltissime maniere diverse ed è infatti chiamato in modo diverso in ciascuna delle lingue oggi esistenti — così le istruzioni biologiche, che sono essenzialmente un messaggio, non sono legate da un rapporto di necessità chimica con le molecole che le custodiscono. Con gli stessi componenti elementari del Dna si possono comporre i messaggi più diversi e proteine simili possono compiere azioni molto diverse negli opportuni contesti.
A quarant’anni dalla pubblicazione del volume e a più di 150 dalla teoria dell’origine delle specie di Darwin, il dibattito è ancora ampiamente aperto, e sono in molti a criticare l’impostazione della teoria dell’evoluzione non solo sul piano religioso.
Un teologo come Vito Mancuso e un biologo come Stuart Kauffman convergono sull’idea che il caso non basti a spiegare l’enorme varietà di forme su cui agisce la selezione naturale e che l’ordine potrebbe essere una proprietà intrinseca della materia, in grado di emergere spontaneamente in determinate condizioni.
Quella di Monod rimane certamente una visione austera del nostro rapporto con il mondo che può condurre, da un lato, a una lucida disperazione, dall’altro all’assunzione di responsabilità: la natura ci mette in grado di raggiungere molti obiettivi, ma non ci obbliga a farlo, né in un senso né in un altro. Silvia Bernardi

Il Giornale di Vicenza.it – Cultura & Spettacoli.

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