Amore = Energia. Pierre Teilhard e “il fenomeno umano” (via ikonovel)


 

Pierre Teilhard de Chardin

 

L’uomo è un fenomeno osservabile. E’ un essere vivente, fase terminale di un processo evolutivo “guidato” da un campo energetico tanto invisibile quanto efficace, all’interno di una configurazione frattale dell’universo (e della terra) che si “curva su se stessa”. Questi due elementi determinano la nascita di una “terra pensante”, con un processo di socializzazione esponenziale, elevato nel pensiero a tali livelli da generare l’Umanizzazione del Pianeta e infine l’unificazione del Tutto.
E tutto ciò è descritto in un unico volume: “Il fenomeno Umano”.
Pierre Teilhard de Cardin è stato un paleontologo gesuita francese. Wikipedia riporta una sua biografia stringata in cui ci fa sapere quel che serve per capire che: era uno scienziato tanto quanto un sacerdote. Nato nel 1881, è nel 1926, dopo aver espresso delle opinioni scientifiche che la Chiesa francese ritenne poco ortodosse, che viene spedito in Cina, dove rimane per ben venti anni, facendo ricerche di paleontologia.
Quando torna in Francia ha in valigia il suo libro più famoso, “Il Fenomeno Umano”, ultimato a Pechino nel giugno del 1940.
Già probabilmente molto noto nella ristretta cerchia dei liberi pensatori cristiani della Chiesa, i suoi scritti furono pubblicati postumi, nel 1955, dopo la sua morte.
I primi due terzi del libro mi sono sembrati (ma tenete sempre a mente la mia abissale ignoranza!) un buon esercizio di come dimostrare nel 1940, cioè quindici anni prima della scoperta del Dna, che qualcosa deve aver provocato l’aggregazione di macromolecole in fasi successive, in tale varietà e forma da dare origine alla vita sulla terra. Il paleontologo Teilhard si sforza di dimostrare, a filo di logica, che dev’esserci da qualche parte, all’interno della materia, una forma di energia aggregante (radiante) verso forme di “coscienza” via via superiori. In primo luogo tali da fornire una spinta all’aggregazione, di atomi in molecole, poi in grosse molecole, infine in agglomerati di mega molecole, antesignane del Dna (ma lui non poteva saperlo).
Curioso che un esperimento di meccanica quantistica del 1955 abbia mostrato che, poste due lamelle di metallo all’interno di uno spazio vuoto e schermato da influenze esterne, tra le due lamelle si abbia un’alterazione delle funzioni d’onda quantiche e che, soprattutto, le lamelle siano attratte una verso l’altra, indipendentemente da forze di gravità quasi nulle.
Tornando a Pierre Teilhard, da paleontologo dichiara che l’unica motivazione per cui l’uomo può essere dichiarato “superiore” a tutto il resto della vita sulla terra è per il fenomeno centrale della “Riflessione”, ossia del pensiero rivolto all’interno, capace di prendere possesso mentale del proprio essere, come di un oggetto dotato di propria consistenza. Il Pensiero si avvolge su di sè e genera comprensione. Questo fenomeno si sviluppa di pari passo con l’umanità che si espande fino a conquistare tutta la terra. L’umanizzazione della terra per Teilhard si può intendere come lo sviluppo di un ulteriore strato della sua essenza, chiamata Noosfera, ovvero sfera del pensiero. In pratica per lui la presenza di un numero crescente di uomini pensanti e riflessivi genera una sorta di ulteriore livello energetico del pianeta che, come tale, non può più rimaner sè stesso.
Ed infatti cambia. Comprimendo la storia degli ultimi cinquemila anni, alla fine del xviii secolo (rivoluzione francese e inizio dell’industrializzazione) ci sono cambiamenti esplosivi: demografici, economici (dinamizzazione del denaro, nascita del capitale, della divisione del lavoro etc), e sociali. Nascono infatti le “masse”, conseguenza diretta del ripiegamento (ancora una volta) dell’umanità su sè stessa, poichè sulla terra, infine, l’uomo è così a stretto contatto in spazi limitati (nazioni) che lo stato psichico deve divenire in qualche modo comune.
La scienza a questo punto compie un passo da gigante e mostra all’Uomo la coerenza irreversibile di tutto ciò che esiste. .. Il Tempo e lo Spazio si congiungono organicamente per tessere, tutti e due assieme, la Stoffa dell’Universo.

A questo punto vorrei introdurre un’apparente digressione. In tutto il suo testo Teilhard fa spesso riferimento ad una stoffa dell’universo. Intorno al 1940, per gli scienziati più attivi, nell’universo si era stabilita la nuova dimensione della teoria della relatività, con i suoi legami spazio temporali, e dell’energia, fattasi luce e pietra di paragone. Gli sviluppi della meccanica quantistica si erano bloccati di fronte ad una serie di incomprensibilità. Oggi sappiamo che quell’universo, che ancora per molti era un vacuum da riempire, si è trasformato appunto in una stoffa, la cui trama probabilmente multidimensionale è immersa nella radiazione elettromagnetica primordiale, cioè energia (che si vuole fossile e arcaica ma che non lo è affatto), e che nello strato delle dimensioni impercettibili sembra prescindere dallo spazio e dal tempo, dalla differenziazione, facendosi trama d’energia. Lo so, sembra anche a me poesia più che pensiero, ma tant’è! Oggi i più spassionati scrittori di testi di divulgazione scientifica affermano negli incipit di dover narrare di fatti e idee che farebbero la felicità di astrologi e maghi, fattucchiere e cartomanti. Devo a tal proposito ricordare che le più recenti teorie quantistiche (non confermate sperimentalmente) prevedono dimensioni dell’universo ulteriori e non visibili (le dimensioni totali sarebbero undici, di cui credo due inesplorabili) ma pur tuttavia esistenti e confermate matematicamente.

Teilhard si slancia poi in un passo nodale: è la nuova concezione dell’umanità come parte di un’evoluzione necessaria dell’universo che rende moderno l’uomo, e come tale soggetto di ulteriori passi in avanti. Si apre in lui la prospettiva non solo dello Spazio e del Tempo, ma della Durata (che è funzione dell’Evoluzione). E’ ovvio che è il paleontologo che urla qui la sintesi del suo pensiero. Ma Teilhard non si ferma, il passo successivo è che nel pensiero umano la Durata si piega su se stessa, nel perpetuarsi della crescita a spirale dell’evoluzione. L’Evoluzione guarda sè stessa, ed è quindi libera di disporre di sè, di donarsi o di rifiutarsi.
Teilhard è cosciente che questa prospettiva può far perdere gli uomini di fronte ad immensità paurose, abissi sconfinati, apparente disumanizzazione della complessità della realtà nascente dalle scoperte scientifiche.
E da questo sentimento che nasce, secondo Teilhard, la vera inquietudine dell’uomo moderno. Abbagliamento nell’uscire da un ambito oscuro. Emozione nell’emergere bruscamente sulla sommità di una torre. Vertigine e disorientamento.
Insomma, Paura.
E conseguente negazione dell’Evoluzione che guarda se stessa, con l’affermazione: nulla muta sotto il sole, da qui Disperazione. Maggiore per quegli esseri che, intuendo che Teilhard potrebbe aver ragione, vedono attorno a sè solo un brulicare di uomini autotrasformatisi in bruchi avidi di mangiarsi l’un l’altro. Un ritorno alla preistoria.
Scrive Teilhard: “Donde la situazione singolare che la nostra mente, per il fatto stesso di poter scoprire davanti a sè orizzonti illimitati, non può più avanzare se non mossa dalla speranza di raggiungere, mediante una parte di se stessa, una consumazione suprema, in mancanza della quale essa si sentirebbe giustamente mutilata, fallita, ingannata. Per la natura dell’opera, e correlativamente per l’esigenza dell’artefice, una Morte totale, un Muro invalicabile … sono <<in-compossibili>> con il meccanismo dell’attività riflessa (ne spezzerebbero subito la molla). Più l’Uomo diventerà Uomo, meno accetterà di muoversi eccetto che verso una meta incessantemente e ineliminabilmente nuova. Un qualche <<assoluto>> si trova implicato nel gioco stesso del suo operare.
Nasce da qui l’esigenza e la certezza di una Supervita, che sarà scoperta muovendoci nella direzione in cui l’Evoluzione già prodotta ha la massima coerenza. Che sarebbe poi il manuale etico dell’azione propria.
E cioè, evitare l’isolamento, con i suoi corollari: nazismo, fascismo, imperialismo, preservazione della razza, particolarismo, religioni particolaristiche, campanilismi, egoismi, egocentrismi e rifugio in droghe, circoli, comunità eccetera eccetera.
Infatti, per Teilhard, quali sono le azioni coerenti con l’evoluzione? La Coalescenza, ossia l’aggregazione intima fra singoli individui, che su questo piano potrà avvenire a livello psichico. L’esito del mondo sarà solo con un movimento tutti insieme (tutti i popoli) verso un rinnovamento spirituale della terra, cioè lo Spirito della Terra (e non soltanto quindi dell’uomo), innanzitutto attraverso la realizzazione vera e concreta dell’Umanità.
Umanità non più come concetto astratto, come parola che indica un insieme vago, ma come vero e proprio corpo che acquisisce fisicità.

E oggi, a che punto siamo?
Ormai in occidente siamo come particelle di un unico corpo immenso, in cui scorrono fluidi (petrolio, acqua, ossigeno) ed energie copiose (denaro), legati in modo indissolubile gli uni agli altri. Particelle, a formare membra, organi di senso, di digestione, di respirazione. Certo altri meglio di me potrebbero analizzare la situazione presente. A me sembra che, seguendo questo quadro, negli ultimi cento e soprattutto dieci anni un fondamentale aspetto della funzione organica si sia sviluppato, anzi è letteralmente esploso con crescite esponenziali: il sistema nervoso. Sul mio desktop stamane con skype erano collegati 8,5 milioni di persone, ed eravamo solo alle 07,00 ora di Greenwich. Lasciando perdere le capacità di elaborazione della rete di computer che si va sviluppando a livello planetario, quanto meno le connessioni tra di essere, e cioè il cd world wide web, costituisce una rete nervosa in cui lo scambio di Pensiero e capacità di elaborazione sono e saranno difficilmente immaginabili.
Ancora nel 1940 non c’era la televisione. E’ essa un sistema nervoso? No, perchè non prevede il feedback.

Teilhard parla delle moderne lamentele per la disoccupazione. Questa per lui è il normale effetto della meccanizzazione e della co-azione di moltitudini crescenti, è un’occasione unica per crescere nell’umanizzazione del mondo, liberando le sue cellule dalla schiavitù del lavoro per parteciparle alla velocizzazione del processo. Pensiamo al monte ore per la redazione di blog, siti, scambio di mail, volontariato etc. Miliardi di ore. Trilioni di messaggi scritti, letti e memorizzati. Miliardi di terabit. Centinaia di milioni di uomini che insieme pensano e scambiano informazioni.
Siamo dove pensava Teilhard?
Diciamo che certamente ci avviciniamo. A velocità sorprendenti.

Tornando a Teilhard, si finisce con l’individuare nell’energia radiale che ha iniziato milioni di anni fa il processo evolutivo la vera essenza dell’energia che è Amore, nel suo senso primario di tensione all’Unione. Solo che trattandosi di una tale emergenza all’unione di pensiero umano, l’unione si sprigiona nella sua forma più totale, e cioè in vero amore.
L’amore, nelle sue varie sfumature, non è altro, e non è nulla di meno, della traccia più o meno diretta segnata nel cuore dell’elemento dalla Convergenza psichica dell’Universo in se stesso.
Vogliamo obiettare? E lui risponde: Quale via abbiamo seguito fino ad oggi per unificarci? Una situazione materiale da difendere, un nuovo settore industriale da aprire, come diremmo noi “uno sviluppo economico finanziario basato sulla circolazione del denaro” alla ricerca di una crescita del PIL, che ormai, com’è evidente è bloccato da anni, nell’impossibilità di un suo concreto avanzamento. Abbiamo tutto. Ingrassiamo, ci disperiamo, ci affliggiamo guardando la pubblicità che ci obbliga a volere di più, sempre di più, per ingrassare e ucciderci ancora di più.
Si può dargli torto? Diciamo che è un po’ difficile, oggettivamente.
E allora, propone l’Amore, unica energia capace di unificare la vera essenza di ogni singolo uomo. Teilhard stesso sente già gli oppositori dell’utopia farsi avanti. Il materialismo deve fare le sue vittime. Lui stesso, forse, penserebbe che ne è ancora il tempo.

Qui vorrei fermarmi. Non voglio svelarvi cosa Teilhard indica come vertice del tutto, il Punto Omega. Ognuno, se vuole, potrà leggerlo da sè. E per la verità ve lo consiglio vivamente.

Tipler e Teilhard, T&T, due scienziati, un uomo di chiesa e un mistico scettico, vanno di pari passo. Tipler individua nell’energia radiale, manifestazione di Dio nel corso dell’Evoluzione, una funzione d’onda quantistica che permea, come un tessuto, l’Universo intero, “tirandolo” con vari gradi di libertà e autodeterminazione, verso l’unificazione finale, in DIO.
E’ possibile? Alla scienza la parola.
Teilhard evoca la scienza, logica e il senso comune per volgerci indietro, comprimere l’Evoluzione, e dirci che: vogliamo veramente credere che tutto ciò sia solo un gioco?

T&T, due visionari?
Intanto due fuoriusciti, due esclusi, due espulsi, due di noi, che contro tutto e tutti hanno determinato di dire la loro. E certamente dobbiamo ringraziarli, almeno di questo.

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