Jacques Derrida: un modo di ricordarlo nel sesto anniversario della sua morte


“Il concetto di responsabilità è uno di quegli strani concetti che danno da pensare senza darsi alla tematizzazione; non si pone né come un tema ne come una tesi, si dà senza darsi a vedere, senza presentarsi di persona in qualche «darsi a vedere» in un’intuizione fenomenologica. Questo concetto paradossale ha peraltro la struttura di un certo segreto, e di ciò che si chiama, nel codice di alcune culture religiose, il mistero.

L’esercizio deva responsabilità non sembra lasciare altra scena che quella, per quanto scomoda, del paradosso, dell’eresia e del segreto. Cosa ancora più grave, deve sempre correre il rischio della conversione e dell’apostasia: niente responsabilità senza rottura dissidente e inventiva con la tradizione, l’autorità, l’ortodossia, la regola o la dottrina.

Asimmetria nello sguardo: questa sproporzione che mi rapporta, in ciò che mi (ri)guarda, a uno sguardo che io non vedo e che si mantiene segreto per me nel momento in cui mi comanda. Ecco il mistero terrificante, spaventoso, tremendum che per Patocka si annuncia nel mistero cristiano. Un tale terrore non avrebbe luogo nell’esperienza della trascendenza che rapporta la responsabilità platonica all’agathon. Né nella politica che essa istituisce. E il terrore di questo segreto deborda, precede o eccede la tranquilla relazione di un soggetto a un oggetto.

Il riferimento a questa asimmetria abissale nell’esposizione allo sguardo dell’Altro è un motivo che, seppure da una tematica cristiana inadeguata, sorge in primo luogo e solamente dal cristianesimo? [ … ]. Per attenersi a una lettura di Patocka, non c’è alcun dubbio che in ogni caso ai suoi occhi il cristianesimo – e l’Europa cristiana che egli non vi dissocia mai – resti il più possente slancio per l’approfondimento di questo abisso della responsabilità, benché tale slancio rimanga ancora limitato dal peso di un certo impensato in particolare suo platonismo incorreggibile. Per questa fondazione nell’abissale approfondimento dell’anima il cristianesimo è tuttora lo slancio più potente, ancora insuperato e non pensato fino in fondo, che rende l’uomo capace di lottare contro la decadenza”.

Da “Donare la morte”, Jacques Derrida, pag. 42, Milano Jacabook, 2002

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