Dakar, Forum mondiale di Teologia e Liberazione, 2011


“UMANIZZARE L’UMANITÀ, AIUTARE IL PIANETA”. I TEOLOGI DEL TERZO MONDO VERSO IL FORUM DI DAKAR DOC-2317.

ROMA-ADISTA. Giunto alla sua XI edizione, il Forum Sociale Mondiale riapproda in Africa, dove era già stato nel 2007, a Nairobi, in Kenya, e prima ancora nel 2006, quando però si era svolto in continenti diversi e in momenti diversi (a gennaio a Bamako, in Mali, e a Caracas, in Venezuela, e a marzo a Karachi, in Pakistan). E dopo l’edizione dello scorso anno, svoltasi attraverso una molteplicità di iniziative, ma distribuite lungo tutto il 2010 (v. Adista n. 5/10), il Fsm ritorna all’appuntamento unico e centralizzato, che si svolgerà dal 6 all’11 febbraio a Dakar, la capitale del Senegal, nel campus della Università Cheikh Anta Diop. La discussione si strutturerà a partire da tre punti strategici – il rafforzamento della capacità offensiva contro il capitalismo neoliberista e i suoi strumenti; l’intensificazione delle lotte e delle resistenze contro il capitalismo, l’imperialismo e l’oppressione e la proposta di alternative democratiche e popolari – a loro volta suddivisi in 12 assi tematiche, una delle quali, la decima, dedicata esplicitamente al continente africano (“Per la valorizzazione delle esperienze, delle storie e delle lotte dell’Africa e della diaspora con il contributo da esse offerto all’umanità, e per il riconoscimento della violenza del colonialismo e del neocolonialismo”). Ma, secondo la “Fondazione culturale responsabilità etica” (che sostiene il processo del Fsm gestendo parte della tesoreria del Consiglio Internazionale del Forum e promuovendo i temi della finanza etica al suo interno), è tutto il tema della relazione sud-sud fra Africa, America Latina e Asia ad essere al centro dell’interesse del Comitato Africano, che sta preparando il Forum insieme al Comitato Organizzatore Senegalese, con un coinvolgimento di realtà africane di molto superiore a quello registratosi per Nairobi nel 2007. Del resto, riferisce la Fondazione, “negli ultimi due anni, tanti Paesi africani hanno tenuto eventi legati al Forum sul loro territorio, coinvolgendo movimenti contadini, pescatori, gruppi di donne, comunità locali: con tutte le difficoltà di un continente difficile da tanti punti di vista, la presenza della società civile e dei movimenti sociali africani sarà molto più ampia”. Per un’alleanza di civiltà e di religioni E in Africa, insieme al Forum Sociale Mondiale, torna anche il Forum Mondiale di Teologia e Liberazione (Fmtl), e stavolta non più parallelamente al Forum propriamente detto, come nelle sue tre edizioni precedenti (2005 a Porto Alegre, 2007 a Nairobi e 2009 a Belém), bensì direttamente al suo interno. Al Fmtl, che si svolgerà dal 5 all’11 febbraio, parteciperà un gruppo di circa ottanta teologi di differenti tradizioni e regioni del mondo, allo scopo di offrire un contributo alla discussione in termini di “relazione tra spiritualità ed etica a partire dal dialogo tra tradizioni religiose e pratiche sociali”. L’agenda del Fmtl prevede così, accanto al “Seminario di elaborazione teologica” rivolto alla propria delegazione al fine di approfondire questioni pertinenti alla riflessione teologica contemporanea, una serie di workshop destinati a tutti i partecipanti del Forum Sociale Mondiale, su temi riconducibili alle 12 assi tematiche: Religioni, violenza e pace; Saggezza dei popoli ed etica mondiale; Islam e cristianesimo; Guarigione, cura e liberazione nella prospettiva africana; Femminismo e liberazione; Religioni, migrazione e liberazione; Capitalismo e religione; Teologia ed ecologia; Negritudine, religione e liberazione; Crisi di civiltà ed esperienza religiosa; Comunità ecclesiali di base e Teologie della Liberazione; Beni Comuni Universali e risorse spirituali. Tra i workshop previsti, assume certamente grande rilievo quello organizzato, per l’8 febbraio, dalla Asett o Eatwot, l’Associazione Ecumenica dei Teologi/ghe del Terzo Mondo, sul tema “Religioni e Pace: la visione, la teologia necessaria per rendere possibile un’Alleanza di Civiltà e di Religioni per il Bene Comune dell’Umanità e la Vita sul Pianeta”. Ma, poiché solo un limitato numero di persone potrà ovviamente essere presente a Dakar, la Eatwot ha pensato di aprire una via telematica per la partecipazione virtuale, presentando in rete (all’indirizzo http://internationaltheologicalcommission.org/) un fascicolo digitale in tre lingue (francese, inglese e spagnolo) con i mini-interventi preparati da vari specialisti – nelle diverse prospettive del cristianesimo, dell’islam, dell’induismo, del taoismo, del buddhismo, della religione bahá’í e di quella kuna – che saranno la materia di dibattito al seminario. Un dibattito, precisa la Eatwot, che riguarderà “la ‘visione teologica’ di base di cui le religioni hanno bisogno per convivere in pace e unirsi nel compito urgente di aiutare il Pianeta e di umanizzare l’umanità”. Di seguito, riportiamo, in una nostra traduzione dallo spagnolo, il documento che conclude il fascicolo digitale, elaborato dalla Commissione Teologica Internazionale della Eatwot sul tema “Religioni, Pluralismo e Pace”. Un tema, precisa il documento, affrontato nella prospettiva della teologia del pluralismo, in quanto “non ci sarà pace nel mondo senza pace tra le religioni, e non ci sarà pace tra le religioni senza una visione teologica pluralista”. Adista, però, fa di più, riportando sul proprio sito la versione italiana (in una nostra traduzione dallo spagnolo) dell’intero fascicolo della Eatwot: per tutti, è possibile scaricarla gratuitamente all’indirizzo http://www.adista.it. (claudia fanti)

Religioni e Pace

Forum Social Mundial 2011.

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