ITALIA: LA NOSTRA BRECCIA DI PORTA PIA! | icebergfinanza


ITALIA: LA NOSTRA BRECCIA DI PORTA PIA! | icebergfinanza.

Spesso in questi anni molti di Voi mi hanno chiesto se come la storia insegna sarebbe stato possibile assistere anche questa volta ad una soluzione tragica come epilogo di questa crisi, tensioni sociali, una guerra.

Una guerra che oggi sta affacciandosi sul nostro paese, risvegliando all’improvviso l’attenzione dei media e dell’uomo di tutti i giorni, preoccupato più dei suoi risparmi che di quanto in realtà sta accadendo dietro le quinte, di come questo sistema ormai sia diventato insostenibile, in mano ad un enorme conflitto di interessi che sequestra la vita sociale delle Nazioni e il futuro delle giovani generazioni.

Chissenefrega degli spread con i titoli tedeschi, di quanto costa oggi un credit default swap, o di qual’è la reale entità della situazione contabile delle nostre banche, di questo abbiamo parlato a lungo nei giorni scorsi, oggi la questione è un’altra, più volte sviscerata da questo blog.

Non è stato facile spiegarlo, tuttora non è semplice, ma purtroppo da tempo siamo nel bel mezzo di una guerra, una guerra sporca, subdola, finanziaria, combattuta con armi ai più sconosciute, armi finanziarie, armi che alcuni dei più leggendari investitori dei mercati finanziari hanno definito di distruzione di massa.

Alcuni sostengono che la speculazione aiuta a scoprire chi ha barato sui mercati, le Lehman Brothers o la Grecia di turno, portandole allo scoperto, evidenziandone la fragilità, come se non vi fosse stata la più imponente socializzazione delle perdite e privatizzazione dei profitti della storia.

Questo sistema sarebbe interamente fallito e non solo quella banca o quello stato.

E’ affascinante osservare come mentre in America, un giorno si e un’altro ancora, Obama e i suoi ministri sottolineano il rischio di un improbabile fallimento americano, per uno zero o una virgola in più nell’ammontare del debito complessivo e l’Inghilterra sia ormai diventata un paese di carta, senza manifattura e solo finanza, con un’escalation del debito mostruosa, le attenzioni maggiori si rivolgono all’Italia, paese che paraddossalmente ha dimostrato in questa crisi di essere uscito finanziariamente meglio di chiunque altro a parte alcune eccezioni da questo inferno.

Abbiamo mille problemi ma anche mille risorse, dobbiamo cambiare marcia, soprattutto dal punto di vista morale; chi paventa il fallimento dell’Italia non sa di cosa parla o ha interesse che questo avvenga, al di là della reale situazione.

Non serve a nulla fuggire!

Qualcuno dirà che non è tanto lo strumento da demonizzare ma l’uso che se ne fa e la questione è proprio questa, soprattutto se non esistono regole e se il terreno dove si combatte questa guerra è opaco, poco trasparente, decisamente ” over the counter ” come si dice nel gergo finanziario, dietro il bancone, lontano da occhi indiscreti.

Premetto che non si tratta della fine del mondo, che di situazioni simili è piena la storia economico/finanziaria, ma oggi l’uomo di tutti i giorni deve comprendere che siamo vicini ad una svolta epocale, nel mezzo del possibile cambio di un’intero paradigma.

Come ci ha ricordato in più occasioni il nostro Nassim Taleb, facendo riferimento alla classe politica, regolatori, economisti e banchieri centrali ….

A coloro che guidavano uno scuolabus bendati (e l’hanno sfasciato) non dovrebbe essere mai più permesso di guidare un altro scuolabus. L’establishment economico (università, autorità di regolamentazione, funzionari governativi, economisti al servizio di varie organizzazioni) ha perso la propria legittimità a seguito del fallimento del sistema. Sarebbe imprudente e insensato da parte nostra se ci affidassimo alle capacità di questi esperti per uscire da questo caos. Al contrario, bisogna individuare le persone intelligenti e con le mani pulite.

Come ho scritto ieri , un mio caro concittadino, un certo Alcide De Gasperi disse che è bene non dimenticare che un politico guarda esclusivamente alle prossime elezioni a differenza di uno statista il quale guarda alla prossima generazione.

Purtroppo, la situazione politica italiana e quella che ben conosciamo, la questione morale non esiste e la responsabilità sociale e relegata in alcune isole di speranza.

La dimensione e la portata dell’attacco al sistema finanziario italiano ieri è stata devastante e porterà con se alcune inevitabili conseguenze, ma come ho spesso scritto ora tocca alla politica, quella con la P maiuscola, quella degli statisti, quella di uomini che guardano lontano, all’interesse del Paese, anche se può sembrare un’utopia, il sistema finanziario è completamente fuori controllo in mano a bande di teppisti organizzati e supportato da estremismi ideologici che non hanno ancora accettato il fallimento del turbocapitalismo e rifiutano la costruzione di una nuova società fondata sulla responsabilità sociale!

Come scrisse tempo fa Daniel Cloud…

(…)Ogni volta che è scoppiata una bolla siamo intervenuti a mettere riparo, ma non abbiamo mai pensato a farle scoppiare noi deliberatamente. Il risultato è che i nostri mercati finanziari sono diventati uno schema piramidale.

L’azzardo morale, pensavamo, poteva tranquillamente essere ignorato proprio perché è “morale”, parola che, come ogni vero scienziato sa, è sinonimo di “immaginario”.

Ma il mercato non è la fisica, gli economisti non sono fisici nucleari e l’azzardo morale nella faccende umane è il rischio che conta più di tutti.

La convinzione infondata di essere in grado di scrutare il futuro usando la scienza ci ha portati tutti a pronunciare una serie di promesse vincolanti su cose, in quel futuro, che nessun essere umano potrebbe garantire.

Promettere qualcosa che dovremmo sapere che è impossibile garantire viene definito anche “mentire”. Questo grande velo di menzogne adesso si sta lacerando.
I Governi pensano di poter arrestare questo processo attraverso i soldi, ma ci sono diverse ragioni per credere che non funzionerà. Il sistema bancario probabilmente è già al di là del salvabile: molti istituti di credito semplicemente non sono più banche, ma esperimenti di vasta portata che non funzionano come previsto.

Possiamo continuare per un bel po’ a “stimolare” e “salvare” l’economia, ma otterremo solo di rimandare il necessario aggiustamento, fino a quando saremo costretti a lasciare che l’indispensabile distruzione creativa faccia il suo corso.

Ma non è questo il vero problema. Il vero problema è l’ideologia pseudoscientifica che è alla base della crisi odierna. Una scienza dell’uomo ultima non ha spazio per una ripresa imprevedibile e non programmata, che è il solo modo con cui un’economia capitalistica è in grado di ripartire dopo una crisi di tale portata.

Se rimaniamo avvinghiati alla falsa sicurezza di una presunta scienza che non funziona e ci dimentichiamo della filosofia che vi sta dietro, di concetti come la responsabilità personale e il diritto di fallire, i nostri leader, molto scientificamente, non ci porteranno in dote nessuna ripresa.

E’ il tempo della Responsabilità, di una nuova Etica, di guardare all’orizzonte, oltre il proprio interesse.

E’ il tempo giusto per un cambio di paradigma, il tempo per una rivoluzione del pensiero, delle idee, del sistema a partire dalle giovani generazioni, un’occasione storica, se falliremo anche questa, nonostante le immense risorse culturali e umane del nostro Paese avremo fallito l’ennesima possibilità di dare un futuro diverso ai nostri figli ai nostri nipoti, di mettere la Responsabilità al centro di un nuovo sistema!

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