Convento di Santa Maria dalle Grazie – Osservanza di Imola. Bruno Monfardini.


Convento di Santa Maria dalle Grazie – Osservanza di Imola. Bruno Monfardini.
(abstract1)

Il «Libromastro» che raccoglie documenti dalle origini sino al 1955 porta questa denominazione: «Convento di S. Maria dalle Grazie detto volgarmente dell’Osservanza», e la chiesa prende il titolo dalla dedica a San Michele Arcangelo. Il documento più antico e importante è la bolla del 22 luglio 1466 di Paolo II, […] che autorizza, […], la costruzione del convento dell’Osservanza […] sul terreno assegnato fuori Porta Postierla (chiamata poi Montanara). Riconosciuto che questo terreno era insufficiente, la nobildonna Marsibilia di casa Pio di Carpi, […] nell’anno 1476 donò tre tornature di terra lavorativa ed ortiva sopra di cui vi era una casa contigua alla chiesuola intitolata alla Beata Vergine delle Grazie, affinché i nostri religiosi fabbricassero e coro e chiesa maggiore dedicandola a San Michele Arcangelo. […] L’anno 1487, in cui fu completata la costruzione, è segnato nel capitello della prima colonna del chiostro. Dal 1486 al 1499 si costruì per beneficenza del signor Michele Macchirelli la biblioteca: ne dà garanzia la presenza di tanti stemmi di questo casato. Il munifico nobiluomo la arricchì anche di libri; furono decorate le travi e nella fascia alta un ornato di foglie e fiori è intervallato da ovali di santi francescani, affreschi che risalgono alla metà del cinquecento. Erano dipinte anche le pareti.

Tra gli avvenimenti degni di memoria è da segnalare anzitutto l’ospitalità concessa […] a Papa Giulio II in rassegna alle sue truppe. Il pontefice pernotta nel convento, e come riconoscenza concede l’indulgenza plenaria ai religiosi che pregano nella cappelletta che è nel bosco del convento e ai laici che visitano la cappella che è fuori dal terreno del convento presso la chiesa. Gli Imolesi gli erigono nel 1512 un tempietto nel giardino vicino alla chiesa. […] Leone X concede agli Osservanti il diritto di precedenza sugli Eremitani e i Conventuali; Clemente VIII conferma agli Ordini mendicanti il diritto della questua […]. Una questione che ha offuscato i rapporti dei frati con i proprietari confinanti riguarda le chiaviche e le acque del canale Rabiola che attraversava l’orto dei frati. A questi viene riconosciuto dal pretore di Imola il diritto dell’uso dell’acqua […]. La questione delle acque e delle chiaviche viene risollevata più volte […] [e] si protrae dal 1781 al 1803.

Nel 1626 Papa Urbano VIII fa consegnare il convento di Imola dai padri Osservanti ai Padri Riformati, […] si stabilisce che spetta al Superiore o al Maggiore del convento dare l’aspersorio al vescovo o al cardinale quando intervengono alla processione. Nel 1673 […] viene offerta questa soluzione: se la celebrazione avviene nella chiesa dei frati spetta ad essi presentare l’aspersorio al celebrante. Viene proibito dar ricetto a qualsivoglia delinquente. I governatori della città e il Delegato Pontificio di Ravenna favoriscono in molti modi il convento, ad esempio […] l’esenzione dalle gabelle sulla carne e sul macinato; […] il Cardinal G. B. Spinola dona a titolo di elemosina per vari anni ai Frati dell’Osservanza 15 libre di sale pro capite; […] trasportare carne senza pagare gabelle; […] il permesso di macinare gratis senza dazio 20 corbe di grano; da Cervia viene consegnato il sale per il convento e dalla fabbrica dei tabacchi in Bologna si offre tabacco in base al numero dei frati; si permette la libera circolazione delle questue incluso zucchero e caffé. […] [si] ottiene l’autorizzazione a rettificare la strada che dalla città porta alla chiesa.

Il secolo XVIII è un periodo di forte incremento numerico dei frati, viene perciò adattato e ampliato il convento per rispondere alle nuove esigenze; […] fu fabbricato il nuovo professorio ([…] la parte del convento con celle riservate ai frati che si preparano al sacerdozio e aule per le lezioni di filosofia e teologia impartite da frati […] insigniti del titolo di Lettore); […] fecero trasformare la biblioteca in celle […] costrui[t]e sopra i due chiostri. Nel 1712, essendo guardiano Bonaventura da Faenza e Ministro Provinciale Benedetto da Castellarquato, viene innalzato il braccio del dormitorio doppio, e […] viene fatta la stanza del fuoco comune. Per l’adorazione personale dei religiosi […] è fabbricata la cappella del Dormitorio presso il campanile [e] sono costruite nuove celle verso la legnaia; […] viene eretta una scala accanto al coro e aperta una cappellina per gli infermi con visione sul coro; […] si costruisce il nuovo refettorio, la caneva, la loggia, la cantina e la bugaderia.

Nel 1785 si apre una nuova cappella per gli infermi di fronte a quella precedente […] [e] viene selciata la strada dal convento alla città. […] Si legge nella parte introduttiva del «Libromastro»: «Il convento è fuori vicino alle mura della città e posto in luogo ameno, e ha gran comodità di acque con un bello e alto bosco e due chiostri, dormitori e stanze di sopra e di sotto molto commode, con la cisterna e officine e altre abitazioni». Tra i frati si distingue il pittore padre Gian Nicolò da Bologna, che nel 1744 dipinge il quadro del santo francescano Benedetto Moro. Nel convento dimorano frati dediti all’insegnamento e alla predicazione. Perciò la biblioteca deve essere arricchita dei libri necessari per questi ministeri; nel 1677 viene concessa la facoltà di leggere libri proibiti. […] Si autorizza la vendita dei libri inutili per acquistarne altri più recenti [e] […] le nuove scansie della biblioteca, che vengono preparate e collocate […] per riordinare la disposizione dei libri dopo aver fatto rilegare quelli rovinati.

Vari sono gli elenchi dei libri conservati nell’archivio conventuale […] [che] a causa della seconda soppressione avrebbero dovuto essere trasferiti nella biblioteca comunale, ma in parte finirono trafugati e venduti. […] Il padre Guardiano di Imola riceve l’autorizzazione ad accogliere la professione solenne di 5 frati. Nel 1800 nel convento ci sono 42 stanze: 19 abitate dai religiosi che vi sono di famiglia, le altre per ospiti. Nel 1803 si presentò la necessità di rifare il tetto […], per questo si ottenne l’autorizzazione a tagliare i pioppi del canale […] con cui si formarono i nuovi travi per sostituire quelli rovinati. Nel 1808 fu costruito il Sepolcro di Cristo sul piazzale della chiesa per collocarvi le statue di terracotta di grandezza naturale di scuola di Nicolò dell’Arca, detti popolarmente «i Piagnoni», […]. Questo sepolcro fu ricostruito all’altezza dell’abside durante il guardianato di P. Stefano Paolini nel 1930.

Il 31 maggio 1810 i frati vengono allontanati dal convento a causa della soppressione napoleonica: due frati rimangono custodi della chiesa e della cappella della Madonna, due sono destinati ad officiare la chiesa di San Cassiano, gli altri tornano presso le proprie famiglie con la pensione annua di 100 scudi ai sacerdoti, 64 ai fratelli laici. Nel 1812 il convento e la cappella della Beata Vergine delle Grazie furono venduti al signor Bernardino Lelli. Il 7 settembre 1819 ritornano i frati in convento […].

Nel 1820 […], viene concesso ai Frati Osservanti Riformati il convento e la chiesa del Piratello, e il 9 agosto del 1821 vi vengono ad abitare. Il Comune di Imola acquista dai fratelli Negri questo convento e lo consegna ai Frati Osservanti Riformati con cui sottoscrive una convenzione anche per il trasporto dei defunti al cimitero. I Frati elencano in 3 registri le limosine venute alla sagrestia del Piratello per messe dal 1° maggio 1825 al 28 ottobre 1831. […].

Nel 1832 Rosa Rossi del Frate di Roma compra il convento dell’Osservanza di Imola dei PP. Minori Riformati, funge da avvocato Luigi Zotti, e il rogito viene firmato da Vitale Galeati notaio d’Imola, con queste condizioni: «che la proprietà del suddetto convento e degli orti annessi spetti al Pio Spedale della Scaletta; che sia al nominato Spedale conservato l’antico diritto di usare nel caso di epidemia rispettivamente però alla durata del morbo». Nel 1833 i Frati Riformati si stabiliscono nel convento dell’Osservanza; rimarranno però alla custodia del Piratello […] sino al mese di maggio 1845.

Nel 1836 dal comune vengono fatti i lavori di adattamento del convento dell’Osservanza a Lazzaretto, […] si ricostruisce il muro di cinta e […] si ripara il tetto sopra il professorio e la legnaia. Nel 1854 infierisce il colera. Il sindaco comunica al Legato della provincia […] che a Imola è gia pronto nel convento dell’Osservanza il locale per accogliere i contagiati[:] […] si preparano 5 stanze con letti e suppellettili dietro la sacrestia della cappella delle Grazie per colerosi e […] viene ordinato l’immediato sgombero di metà convento. La cronaca […] nota che i frati cercano di opporsi a questa nuova espulsione e i nobili e i plebei sostengono la loro causa, il cardinale di Imola non si pronuncia ufficialmente. Alla fine i contagiati vengono portati ai Forni, una ex caserma, e sono assistiti dai Cappuccini, mentre gli Osservanti assistono i colerosi a Fontana e a Castel del Rio.

Il 15 aprile 1860 il convento viene occupato dalle truppe piemontesi: i frati studenti con il maestro si ritirano al Piratello; gli altri prendono dimora nel professorio aprendo una porta vicino al sepolcro. Avendo poi ottenuto una piccola parte del convento, il 10 novembre si riuniscono di nuovo tutti all’Osservanza. Frattanto l’intendenza del Circondario di Imola chiede una statistica dei religiosi, dei fondi di mantenimento, dei capitali, degli immobili rustici e urbani. […]. Il 3 giugno 1866 viene ordinato lo sgombero del convento per alloggiarvi le Regie Truppe[,] […] viene emanato il decreto di soppressione degli ordini religiosi e […] si ripete l’espulsione dei frati dall’Osservanza[…]. Gli altri trovano ospitalità presso parrocchie, parenti e palazzi signorili. […] Nel 1874 si organizza la celebrazione del VI centenario di San Bonaventura. Nuove entrate sono assicurate dalla giunta municipale con la nomina […] del P. Atanasio Baroncini a cappellano del cimitero comunale e con la raccolta di fondi per l’acquisto del convento in cui si impegna p. Atanasio da Imola dopo aver ottenuto l’autorizzazione del Ministro Provinciale.

Si acquistano 7 tavole di legno di noce per il refettorio. […] [Su]lla questione se il Comune d’Imola abbia diritto di uso del già convento dell’Osservanza nei casi di epidemia, il Professore Avvocato Giuseppe Ceneri conclude: «sono di fermo avviso che la pretesa del Comune sia infondata del tutto». Nel 1887 dalla Congregazione di Carità di Imola fu acquistato il convento e il piccolo orto a levante con i risparmi dei religiosi e le offerte dei benefattori […]. L’anno successivo fu dichiarato dal Capitolo Provinciale sede di noviziato. Per l’accettazione dei candidati alla vita religiosa erano richiesti sia documenti civili, sia delle parrocchie, che sono conservati in archivio. Sorge un altro ostacolo […] nel 1890[: si] proibisce la questua. Perciò vari benefattori scrivono al P. Guardiano di mandare il fratello laico per ricevere i loro regali che non sono proibiti. La Congregazione di Carità intenta ben presto la causa contro i Frati non riconoscendo valida la vendita-compra della parte del convento […] vengono raccolti numerosi documenti e testimonianze confluite nella cosiddetta «Lite Lolli», […]. Alla fine i frati sono riconosciuti proprietari della parte acquistata, e la Congregazione di carità è condannata a pagare le spese del processo […].

Applicata la bolla pontificia Felicitate quadam, che unisce Osservanti e Riformati nell’unico nuovo Ordine dei Frati Minori, il ministro generale […] fonde le due Province di San Salvatore e di Santa Caterina in quella del Santissimo Redentore, nominando come Ministro Provinciale P. Luigi Canali da Parma, ex Ministro Generale. Nel 1901 il Comune autorizza a piantare pioppi e cipressi ad un metro di distanza tra il muro del manicomio e del convento. […] Negli anni successivi viene comunicata l’ingiunzione del sindaco alle Pie Istituzioni di presentare il resoconto finanziario […] ma tutte si rifiutano denunciando un indebito controllo.

Riprendono i lavori di manutenzione ordinaria o straordinaria del convento […] viene imbiancato il secondo chiostro, […] nel primo si rifanno i muriccioli, si liberano le colonne da mura di sostegno e si rafforzano le loro basi[;] […] nel 1908 l’impianto della luce elettrica e più tardi […] quello dell’acqua corrente, […] [e] si restaura il tempietto di Giulio II. Nel 1926 si celebra il centenario della morte di San Francesco […][:] la comunità religiosa dell’Osservanza cede al Comune a titolo corrispettivo di migliorie il terreno situato lungo il fianco nord est della chiesa […] e il piazzale antistante il Manicomio Osservanza: il Comune si impegna a sostenere e mantenere detta area a giardino pubblico, demolire l’edicola della Pietà e a ricostruirla a sua cura e spesa col concorso della Soprintendenza ai Monumenti di Bologna con un muro di recinzione in linea con l’abside, provvedere al restauro completo delle statue ed alla ricostruzione di un Cristo in terracotta [oltre] alla collocazione di un recinto di ferro battuto lungo il margine stradale e per tutta la lunghezza del portichetto antistante la chiesa, fornito di due cancelli principali e uno secondario […], la ricostruzione del tempietto di Giulio II e la ricomposizione della parte originale conservata nella parete sinistra all’interno della chiesa.

[…] [D]el 1936 [è] la costruzione della nuova infermeria sopra il refettorio […]. In occasione del restauro del refettorio si colloca alla parete sopra il tavolo del superiore una grande tela sagomata con la volta rappresentante l’ultima cena, di Tommaso della Volpe. Nel 1940 il P. Guardiano vende due locali vicino alla cappella di Santa Maria delle Grazie all’Ospedale Psichiatrico. Durante la Seconda Guerra Mondiale vengono depositati in ambienti del convento biancheria e indumenti dell’Esercito […], che vengono richiesti dall’Ospedale Militare di Bologna […]. Ma il convento fu colpito da due bombe di aereo e divenne alloggio di partigiani; così nel trambusto determinatosi da queste situazioni tutta la biancheria andò perduta. Nel 1948 i frati ottengono l’assegnazione di viveri dall’U.N.R.R.A., […] aprono il cosiddetto «refettorio del Papa» per dare ogni giorno a 25 poveri la minestra in una sala del convento debitamente allestita. Nel 1951 i frati acquistarono un sepolcreto al cimitero del Piratello.

Nel 1964 iniziano i lavori di restauro del chiostro quattrocentesco […] di tanti benefattori […] inaugura[to] alla presenza del Ministro della Pubblica Istruzione […]. Nel […] 1975 si chiude […] l’infermeria dei frati a Imola. Le cosiddette tavole di famiglia danno l’elenco dei frati posti dall’obbedienza in questo convento a partire dal 1735. Ora è obbligatorio fare memoria di alcuni frati nativi di questa città o dimoranti in questo convento che si sono distinti per meriti speciali.

  • A Imola nacque il M. R. P. Girolamo Marocchi, che fu Padre dell’Ordine, Ministro provinciale della sua Provincia di Bologna e «nell’anno 1570 mentre celebrossi il Capitolo generale in Roma fu eletto definitore generale».
  • Di P. Lodovico da Faenza si conservano lettere ricevute e spedite, memorie, poesie, e trattati.
  • Un manoscritto di P. Serafino della Mirandola raccoglie […] le poesie del P. Ireneo Affò.
  • P. Gioachino da Verucchio, Provinciale, Custode e Definitore, lettore, distinto poeta, esaminatore prosinodale della diocesi d’Imola […].
  • P. Ascanio (Santandrea) da Imola […] presidente del convento di Santa Chiara a Napoli. Fu missionario in Albania […] predicatore e confessore, [… autore di un] trattato circa piante ed agrumi […].
  • P. Atanasio Baroncini […], musicista compositore, più volte guardiano all’Osservanza, fece restaurare la cappellina della Madonna e il chiostro quattrocentesco fu promotore della causa della Serva di Dio Teresa Gardi.
  • P. Serafino Gaddoni […]: ricercatore appassionato e quotato di avvenimenti e personaggi storici. Ha meritato tante onorificenze ufficiali, in particolare da Vittorio Emanuele III, […].
  • P. Benvenuto Bughetti […] ricercatore storico […]; in archivio sono raccolti gli opuscoli, la corrispondenza e i manoscritti del Bughetti.

Chiesa grande: cappelle ed altari

La chiesa grande è stata costruita insieme al convento dell’Osservanza ed è intitolata, fuori dalla tradizione francescana ma per volontà di Marsibilia Manfredi, a San Michele Arcangelo. La consacrazione viene posta al 15 febbraio, ma non viene indicato l’anno né il vescovo celebrante. La cappella della Concezione fu fatta fare da frate Battista del terz’ordine di San Francesco, che lasciò alcune limosine1 per la fabbrica del convento; quella della Natività dal Podestà di Imola […]; un’altra cappella fu fatta […] l’anno 1480 [e] […] [nel] 1531. La nobile milanese Bianca Landriani […], è stata seppellita nella chiesa nel 1496.

Il campanile viene costruito nel 1477. Il 31 luglio 1666 vengono rifatte le 3 campane e benedette dal vescovo […]. Nel 1773 viene cambiata la campana piccola e tutto il castello. Il primo coro dei frati, preparato nel 1565, era disposto davanti all’altare maggiore sino al 1692, quando si trasporta dietro l’altare e viene scoperto un affresco che sarà chiamato di Maria Pacificatrice.

Nel 1613 […] [viene] er[etto] nella chiesa un altare o cappella dedicata a San Carlo, e […][nel] 1692 viene concessa la cappella di Sant’Antonio alla famiglia de Mitis. […] [Dal] 1720 […][si fa] fabbricare i confessionali, si pone […] il rastello all’altare maggiore e […] viene eretta la Via Crucis in chiesa; […][si fa] dipingere i quadri di San Francesco da Francesco Monti di Bologna, e di San Giovanni Battista dal Signor Tita, discepolo del Monti, e li fa collocare insieme alla tela di Santa Margherita e del Crocifisso entro cornici di noce. […] Viene rifatto l’altare maggiore, il tabernacolo e la porticina del coro. Due anni […] occorsero per intagliare gli armadi di noce della sagrestia […].

[…] Nel 1758 si rifà la travatura della chiesa grande; nell’anno seguente si costruisce la cantoria sopra la porta di ingresso, fino a coprire il rosone della facciata e vi si trasporta l’organo, «opus Joannis Baptistae Sormani Ariminensis anno 1624», che verrà rifatto quasi tutto nuovo nel 1790. Si adornano […] di stucchi gli archi e il portale della chiesa, si aprono a nord della nave della chiesa due nuove finestre, e i tre sarcofagi marmorei si trasportano dalla chiesa nel portico.

Nuovi quadri in onore di San Giuseppe, Sant’Anna, San Vincenzo Ferreri vengono fatti dipingere a Giuseppe Righini. Nella Settimana Santa nella cappella di San Francesco […] verrà posto l’altare del sepolcro fatto dipingere da Alessandro dalla Nave di Budrio. Il portico della chiesa era divenuto ormai un dormitorio pubblico, luogo di scandalo, per cui si fa domanda di porre cancelli al portico della chiesa e di abbattere il portichetto antistante la cappella della Beata Vergine […].

Il conte Flaminio Zappi fa dipingere a Giacomo Zampa a sue spese l’ornato del quadro dell’altare maggiore rappresentante Santa Caterina da Bologna, l’arcangelo San Michele, titolare della chiesa e San Pietro d’Alcantara. Il 16 luglio 1853 è compiuto un sacrilegio col furto della pisside del tabernacolo; viene subito programmato un triduo di riparazione. Pio IX dona una nuova pisside. Nel 1865 viene scoperta in coro l’immagine di Maria Pacificatrice. […] Si provvede alla ripulitura ed accordatura dell’organo di Verati Adriano di Bologna, […] si stende il pavimento, si portano panche di pino, si verniciano le cappelle e si rifanno in finto marmo gli altari di Santa Elisabetta e di Sant’Antonio.

S[i][…] acquista una campana mezzana da San Cataldo di Modena, nel 1937 […] viene portato il Crocifisso detto bizantino, ed è posto […] al centro dell’abside. Nel 1939 si rimuovono l’organo e la cantoria posti sopra la porta maggiore e si demoliscono le stanze sopra il porticato della chiesa e si rifà il rosone; si procede poi al restauro della fiancata sinistra della chiesa sino alla cappella di Sant’Antonio.

Nella fiancata sinistra della chiesa si aprivano 4 cappelle: […] la prima era dedicata a San Pasquale Baylon, la seconda al Santissimo Crocifisso, la terza a San Francesco d’Assisi, la quarta a Santa Margherita da Cortona, e a sinistra dell’altare maggiore vi era quella di Sant’Antonio da Padova e quella di Santa Elisabetta. Nei restauri del 1940-1941 sono stati demoliti i muri che separavano una cappella dall’altra ed è stata aperta un’unica navata, [ed è] […] dedica[to] l’altare laterale a sinistra del maggiore ai caduti in guerra, facendo rappresentare nella vetrata la Pietà. […] Il 7 novembre 1946 la ditta De Poli fonde le nuove 4 campane, che vengono benedette da Monsignor Rossini […] il 12 aprile 1947. Nel 1973 si restaura il presbiterio e si colloca il mastodontico altare verso il popolo.

Molte indulgenze sono concesse dai papi per la visita e la preghiera nella chiesa grande e nella cappella della Beata Vergine […]. I brevi apostolici di alcune indulgenze sono conservati in pergamene di discreto valore […]. Altri brevi pontifici riguardano indulgenze concesse a tutte le chiese francescane. Nella chiesa venivano esposte alla venerazione dei fedeli reliquie di vari santi di cui sono rimaste le autentiche.

Sepolcri e tumulazioni nella chiesa

Leone X, con una bolla del 3 dicembre 1518, ordina ai prelati di favorire la sepoltura nelle chiese francescane, e di permettere ai frati la questua […]: in pratica sotto il pavimento della chiesa si aprivano senza interruzione le tombe. […] Mentre i nostri frati dimoravano al Piratello, nel 1824 vengono esumate e poste in chiesa in vari sepolcri le salme che erano collocate sotto il portico del Piratello. Le lapidi che erano nella chiesa sono state trascritte da P. Vittore Lamprati nel 1942 nella cronaca del convento.

Santuario della Madonna delle Grazie

Il convento e la chiesa di San Michele vengono costruite vicino ad una cappella dedicata alla Beata Vergine delle Grazie, per cui il convento è chiamato dell’Osservanza o di S. Maria delle Grazie. Verso il 1479 si costruì la nuova cappella della Beata Vergine delle Grazie. Nel 1633 si pose in opera il cancello di ferro che chiude il Sancta Sanctorum della cappella. Nel Settecento si cura in modo particolare l’ancona e l’arredo della cappella. Così nel 1702 […] viene fatto il frontale d’argento della custodia dell’Immagine, vengono donate una pianeta di broccatello ed una di damasco, si apre il finestrone e si fa la ramata nel presbiterio; la fioriera nobile è fatta fabbricare a Bologna; per le processioni è preparato un baldacchino di tela d’oro; vengono portati nuovi banchi per i fedeli; l’altare viene dotato di dodici candelabri, due lampade e un tabernacolo di ottone. Nel 1746 viene intonacata la cappella, nel 1749 sono acquistati 3 angeli dorati, e nel 1768 viene rifatta la cupola, ed è dipinta da Giacomo Zampa. Nel 1782 si allunga la cappella includendovi il portichetto antistante per eliminare la sosta notturna di tanti malintenzionati. Vasti restauri vengono eseguiti dal 1858 al 1866; […] nel 1916 viene ultimato il lavoro di restauro dei finti marmi e del pavimento.

Devozione dei fedeli, grazie e miracoli

Sin dagli inizi della presenza dei Frati vengono registrati fatti prodigiosi e miracoli che richiamano molti fedeli nel santuario e alle frequenti processioni. Nel 1468 essendo la città duramente flagellata dalla penuria e dalla guerra, si fece ricorso alla Madonna delle Grazie ed Imola fu liberata dai flagelli. Una nuova grazia viene concessa nel 1529:[…] la città viene liberata dal male epidemico. Così una volta all’anno o più frequentemente […] si invoca la liberazione dalla carestia, dalla siccità, dalla alluvione, dalla peste, dal colera, dalla guerra, dai predoni e da tutti i mali che possono affliggere la città. Nel […] 1630 la peste menava strage: […] il 13 agosto il clero secolare e regolare e tutto il popolo fecero voto nelle mani del vescovo Ferdinando Mellini di portare ogni anno in processione la Beata Vergine delle Grazie e di dotare una zitella per farsi religiosa. Da allora si organizza ogni anno la festa del voto il 4 e 5 agosto, in occasione della festa della Madonna della Neve. […]

Tra i fatti inconsueti registriamo il triduo ordinato dal Cardinal Chiaramonti in chiesa grande per timore dei francesi che già erano scesi nella Lombardia austriaca. Il 10 di agosto 1615 monsignor Rodolfo Paleotti bolognese, vescovo di Imola, coronò con una corona d’argento la nostra Beata Vergine delle Grazie nella pubblica piazza. Il 14-17 agosto del 1815 si celebrò il bicentenario della incoronazione: dopo i vespri del 14 alle ore 5 del pomeriggio la immagine venne portata in duomo; il 15 al pomeriggio dopo la benedizione in piazza fu riportata nel santuario. Il terzo centenario fu posticipato per ragioni belliche al 5-11 maggio del 1919 […]. Il 6 gennaio 1945 i francescani di Imola del Primo, del Secondo e del Terzo Ordine invocano la protezione della Madonna delle Grazie per ottenere la incolumità della città dai minacciati bombardamenti, rinnovando il voto di celebrare ogni anno il 4 agosto la festa di ringraziamento facendo la processione con la sua immagine verso il duomo dove sarebbe rimasta per un giorno e riportandola nel suo santuario la sera del 5 agosto […].

Confraternite, compagnie e pie unioni

I documenti che riguardano gli inizi della Compagnia della Beata Vergine delle Grazie sono contraddittori. Da una parte si dice che nel 1582 il P. Dionigi di Bologna istituì una congregazione di uomini e donne sotto il titolo della Immacolata Concezione, e la fece aggregare a Roma; ma poiché non aveva il permesso dei superiori, fu abolita. Un altro documento attesta che la Compagnia sotto il titolo della Immacolata Concezione eretta da alcuni anni in questa chiesa fu aggregata all’Arciconfraternita della Santissima Concezione di San Lorenzo in Damaso di Roma nel 1582. Da allora la cappella cominciò a chiamarsi anche della Concezione. Nel 1695 questa Compagnia è soppressa, ma le proprietà devono ritornare a beneficio della cappella della Beata Vergine. Il 15 giugno 1703 il cardinal dal Verme la ricostituisce.

Dal 1633 la compagnia di San Pietro (della chiesa di San Pietro in Imola) accompagna la processione della Madonna delle Grazie a San Cassiano; nel 1704 è rinnovato l’impegno. Nel 1704 viene fondata la Compagnia dei 40 devoti della Beata Vergine delle Grazie, promossa da 4 devoti, ma poco dopo il numero viene elevato a 50: scelgono come protettore il guardiano e si propongono di promuovere ogni anno la festa la seconda domenica di maggio […]. Si conservano registri della Pia Unione di Maria Santissima delle Grazie nell’Osservanza […].

Oltre le Compagnie fondate nella cappella della Beata Vergine delle Grazie, ricordiamo altre confraternite erette nella chiesa di San Michele. Il Terz’Ordine francescano è ampiamente documentato […]. La spiritualità francescana viene proposta anche nelle parrocchie del circondario, per cui vi sono fraternità di Terziari in 17 parrocchie della diocesi di Imola.

La Pia Unione del Suffragio Perpetuo viene fondata nel 1773: […]. Della Pia Unione della Santa Via Crucis si conserva il catalogo dal 1835 al 1918. Ai Frati è concesso il privilegio di erigere la Via Crucis nelle chiese. Alcuni documenti attestano la erezione in chiese di Imola a nome del guardiano pro tempore. Nel 1843 viene fondata la Pia Unione di Santa Margherita da Cortona, il cui libro di amministrazione giunge sino al 1928; nel 1862 la Compagnia del Santissimo Rosario e nel 1943 la Confraternita di Maria Santissima Regina dei Cuori.

Teresa Gardi

Teresa Gardi è nata a Imola il 22 ottobre 1769. Nel 1800 incontra il P. Carlo Francesco, professore di morale presso il seminario diocesano e lo sceglie come confessore. Nel 1801 fa l’anno di noviziato nel Terzo Ordine Francescano. Nel 1804 riceve le stimmate, ma non appaiono esteriormente: solo i piedi si gonfiano e il petto sanguina. Il 1° gennaio 1837 muore nella sua casa.

I funerali si celebrano il 3 gennaio e viene sepolta nella chiesa dell’Osservanza. Il Confessore ha scritto il diario di questa mistica che verrà scoperto e pubblicato da P. Atanasio Baroncini per avviare la causa di beatificazione: Diario della vita e visioni della serva di Dio Teresa Gardi terziaria di S. Francesco vergine secolare d’Imola morta con fama di santità di anni 67 il 1° gennaio 1837 scritto giorno per giorno da colui che fu il suo confessore per anni XXXVI il P. Carlo Francesco da Bologna ex ministro Provinciale dei Frati Minori preceduto da alcune brevi notizie della vita della medesima e di varie grazie ottenute per di lei intercessione raccolte dal M. R. P. Atanasio Baroncini O.F.M. seguito da un indice copioso fatto con molto lavoro e competenza dal Dottore Mgr. Goffredo Zaccherini professore di teologia dogmatica al seminario d’Imola, edito per cura del P. Francesco M. Paolini O.F.M. Postulatore generale, Imola-Roma 1913. P. Francesco nasce nel 1755 e muore nel 1840. Nel 1825 viene nominato Ministro provinciale direttamente dal Generale, poiché, data la situazione politica, non si poteva riunire il capitolo provinciale. […].

Anche P. Atanasio Baroncini ha legami con Teresa Gardi; infatti racconta: «Dopo di lei (Teresa Gardi) andò ad abitare in questa casa in V. Fortezza 39 (ora Via Garibaldi) una certa Maria Gardenghi, maritata con Antonio Costa, la quale come la Gardi faceva la scuola ai bambini di prima età. Io stesso posso assicurare questo poiché negli anni 1846-47 sono stato scolaro della detta Maria Costa nella medesima casa di Via Fortezza». In una lettera P. Atanasio Baroncini ricorda: «inizia il processo informativo il 17 settembre 1910 e termina al principio di gennaio del 1912 e in quel medesimo mese ed anno ho portato a Roma la documentazione perché fosse esaminata dalla Sacra Congregazione dei Riti». Nel 1918 sono stampati il Sommario e la Informazione, ma il 18 ottobre P. Atanasio Baroncini muore e tutto rimane sospeso sino al 1995, quando P. Giambattista Montorsi si dedica alle ricerche necessarie per riaprire il processo di beatificazione e le pubblica: Congregatio de causis Sanctorum. Prot. 1601 – Imolensis canonizationis servae Dei Theresiae Gardi (1769-1837) virginis saecularis e tertio Ordine S. Francisci – Positio super vita, virtutibus et fama sanctitatis, voll. I et II, Romae 1995.

Monte di Pietà

Nel 1512 i Frati Osservanti fondano in Imola il Monte di Pietà. Nel 1603 Don Gregorio de Casti lasciò al Sacro Monte di Pietà un lascito a suffragio della sua anima per fare celebrare un ufficio dei defunti con l’offerta annuale ai Frati dell’Osservanza […].

Legati, censi e vacchette delle messe

Una vasta sezione dell’archivio conventuale è occupata da documenti importanti che riguardano la vita quotidiana dei Frati e dei fedeli che frequentano la chiesa e il santuario. L’amministrazione è ben curata nelle varie voci e [ne]i registri […]. In totale i fascicoli di varie dimensioni che interessano la registrazione delle offerte e delle spese a partire dal 1826 sono 18. A questi sono da aggiungere 40 mazzetti di una decina di carte ciascuno che sono stati raccolti sotto la voce «Bilanci mensili dei sindaci apostolici» e abbracciano quasi tutti gli anni dal 1823 al 1866.

Molte entrate erano assicurate da legati o censi per la celebrazione di messe. Si conservano documenti originali o copie di testamenti vergati da notai, talvolta si aggiunge l’approvazione della autorità ecclesiastica e civile. […] Per assicurare la fedele esecuzione del legato ci sono i registri delle applicazioni delle messe secondo le intenzioni di legatari […]. Inoltre si nota che ai legati di famiglie si aggiungono quelli di varie Compagnie o Confraternite. La applicazione delle altre messe avveniva per offerte singole, per cui si dicevano messe «avventizie» o «manuali», e i registri venivano chiamati «vacchette» […].

1 FARE LIMOSINA, DELLE LIMOSINE, UNA LIMOSINA, LIMOSINA. Dar limosina. G. V. 10. 106. 2. (C) Per lo gran fatto che fu tenuto, n’avemo fatto memoria, e per dar buon esempio a chi per l’anima sua vorrà fare limosina a’ poveri di Cristo. Gr. S. Gir. 16. Che è fare limosina? ciò è fare misericordia; sì la comincia a te medesimo. E 17. Tubbia disse: più vale fare limosina, che tesauro ammassare; chè quegli che fa limosina, e guarda dirittura, arà vita durabile. E appresso : Neuno uomo è tanto povero, nè tanto bisognoso, che limosina non possa fare. Bocc. Nov. 70. 9. Egli facesse per lui dir delle messe e delle orazioni, e far delle limosine. Franc. Harb. 237. 7. Guardati da coloro Che limosine loro Fanno palesemente, O digiuno apparente. Cecch. Dot. 1. 2. Oh! faccia Conto di fare ai suo’ di una limosina. Il Dizionario della Lingua Italiana di Niccolò Tommaseo (in rete).

1 Il testo completo dell’articolo, che fa parte degli Atti dei convegni del Centro studi nazionale sugli archivi ecclesiastici di Fiorano e Ravenna è pubblicato in rete nel sito della Soprintendenza archivistica per l’Emilia-Romagna: Cum Tamquam Veri 2005

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