Il Velo della Vergine. La Reliquia Mariana di Santa Maria in Regola.


Il Velo della Vergine. La Reliquia Mariana di Santa Maria in Regola.

Il Velo della Vergine. La Reliquia Mariana di Santa Maria in Regola.

Il Velo della Vergine. La Reliquia Mariana di Santa Maria in Regola.

“Antichissimo è l’altar maggiore nel quale si venera una celebre reliquia detta del velo della Madonna, consistente in un piccolo panno di lino, donato nel 577 da Longino, esarca di Ravenna, ai monaci benedettini. Dicesi dai credenti che quel velo fosse portato da Maria Vergine, e che Longino, venutone in possesso, lo trasferisse da Costantinopoli e lo regalasse ai monaci per ottenere qualche miracolo in virtù di esso a proposito della guerra gotica. Il velo della Madonna si conserva in una specie di ostensorio d’argento dorato, nel cui piede sono varie figure allegoriche, riferentisi ad un drago famoso nella leggenda popolare sotto il nome di drago della laguna, il quale infestava le campagne imolesi e morì per un altro miracolo del velo medesimo.” Da Imola e la valle del Santerno, Luigi Orsini.

“Rivolgendo poi lo sguardo all’area orientale della regione, in un progressivo avvicinamento all’area ravennate, è forse opportuno proporre il riferimento al piccolo gruppo delle reliquie mariane e cristiche, un gruppo anomalo il cui elemento unificante è la capacità di mettere in discussione quella semplificazione del rapporto tra reliquia e immagine che si riduce talvolta alla affermazione della mancanza di reliquie mariane che avrebbe favorito il potenziamento dell’impatto cultuale delle immagini. La presenza in regione di alcune di queste reliquie è attestata con modi e tempi e coordinate geoculturali estremamente diversificati: il leggendario arrivo a Imola, il Forum Cornelii da cui giunse nel V sec. a Ravenna san Pier Crisologo, del Velo della Madonna [Santa Maria in Regola, Imola (BO), scheda di A. Ferri. Secondo la tradizione il Velo della Madonna sarebbe stato donato nel VI secolo dal Longino praefectus di Ravenna. L’oggetto conservato presso la chiesa di Santa Maria in Regola è una pezza di lino bianca di forma rettangolare (m 1,07 x m 0,58) sulla cui datazione non risulta esservi chiarezza: il reliquiario che la contiene porta incisa la data del 1378, ma è tradizionalmente ritenuta assai anteriore (benché successiva al VI secolo). Cfr. P. Bedeschi, Un’insigne Reliquia della Madonna custodita a Imola, in Il Nuovo Diario, 12-19 giugno 1954, p. 3. La chiesa di Santa Maria in Regola, custodita dai monaci benedettini fino alla prima metà del secolo XV, presenta una notevole documentazione a partire dalla prima metà dell’XI secolo (238 documenti tra il 1047 e il 1200). Cfr. S. Gaddoni e G. Zaccherini, Chartularium Imolense, vol. II, Archiva minora (1033-1200), Imola, ex typis soc. Typ. Iulii Unganiae, 1912, p. III-IX e doc. 478-716.] (donato tradizionalmente da Longino [Longino, in quanto successore di Narsete, è noto tradizionalmente come esarco, benché il titolo a lui ufficialmente attribuito sia quello di praefectus (praetorio per Italiam) dal 568 al 574/575. [cfr. J. R. Martindale, The Prosopography of later Roman Empire, vol. 3. A.D. 527-641, p. 797, e ora S. Cosentino, Prosopografia dell’Italia bizantina (493-804), vol. II: G-O, Bologna, 2000, p. 298] nel VI secolo: imitazione in un’area ‘periferica’ del modello costantinopolitano per il tramite della civitas regia, per la quale sono attestate altre dedicazioni su questo stesso modello). Da SANTUARI CRISTIANI D’ITALIA COMMITTENZE E FRUIZIONE TRA MEDIOEVO E ETÀ MODERNA a cura di Mario TOSTI ÉCOLE FRANÇAISE DE ROME 2003.

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