Direzioneostinata

di Paul Ricoeur in “Avvenire” del 27 gennaio 2013

Per lungo tempo mi sono soffermato su una sola problematica del male, quella della colpevolezza, del peccato, dunque dell’autoaccusazione. Ma l’esperienza storica in cui sono stato coinvolto mi ha fatto spostare il centro di gravità del problema del male dalla colpa verso la sofferenza. È dunque la sofferenza ingiusta, il surplus di sofferenza nel mondo, e direi la possibilità di una lettura della storia come storia delle vittime, ciò che ha impregnato la mia riflessione sul male come l’ingiustificabile. Il problema è alla fine dunque l’ingiustificabile piuttosto che il colpevole; io non voglio per nulla eliminare la coppia violenza-colpevolezza, ma essa non si comprende se non giustamente articolata con quella violenza non colpevole che è la sofferenza. Nelle nostre vecchie tradizioni religiose noi troviamo un tentativo di risolvere il problema, ovvero dire che la sofferenza è meritata e che essa…

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