Blog del Cenobio

fotoTutti i Vangeli descrivono in modo diretto la morte di Gesù Cristo, ma nessuno narra l’evento della resurrezione. Si parla di tomba vuota e poi di  apparizioni successive ad alcuni discepoli.

La morte è evidente mentre l’accadere della resurrezione non permette la visione. Avviene nella notte, nel silenzio e in un’assoluta e abissale distanza, non quantificabile con le nostre categorie cronotopiche possibile forse solo nella speranza e nella fede.

 La morte ha un suo tempo, non nel senso heideggeriano di essere per la morte, di qualcosa che si pone come termine ultimo, fine inequivocabile di ogni percorso, ma nel senso di una dynamys che è travaglio vitale. Essa comporta  smarrimento, gestazione e re-integrazione. E’vero, la fine è una rottura, una krisis-che-separa, ma questa non accade senza una preparazione, una gestazione. Un travaglio vitale, che nella luce o nell’ombra, ”necessariamente” ci ha condotto all’evento della fine.

 Ogni volta che…

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