Sull’Inno di Boezio «O qui perpetua mundum ratione gubernas» (5)


DIAKOSMESIS

La conclusione dell’Inno riprende di nuovo l’idea dell’unità di entrambi i movimenti. Colui che invoca (22 ss.) rende se stesso consapevole del loro unico fondamento in una evidenza illuminante. Ultimamente questo fondamento assoluto è il mediatore, senz’altro rispetto all’Anima del mondo in senso proprio, cosmologico ed esistenziale, cosicché può essere considerato come l’unità di principium – medium – finis. Che con questa dottrina sia rappresentata una vecchia tradizione sull’Essere di Dio che abbraccia atemporalmente come «inizio – centro – fine» è fuori discussione. Malgrado tutte le possibilità di collegamento alla concezione greca del Dio «paterno» che guida e incrementa la visione (πατὴρ ὁδηγεῖ) bisogna osservare che i termini che stanno per «centro» o «mediazione» vector, dux, semita, «accompagnatore o colui che muove, guida, via», richiamano anche il Dio cristiano come vero mediatore e guida in Cristo, nel senso di Giovanni 14, 6: ego sum via, veritas…

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