L’unità antropologica


Nuovi mondi

Mio caro Malacoda, non sono bastate le dimissioni di Benedetto XVI a fermare il progetto di un’enciclica sulla fede. Il suo successore, Francesco, l’ha presa e l’ha firmata. Certo, ci ha messo del suo, e gli esegeti d’oggi passeranno al setaccio della loro arguzia gli aggettivi e i pensieri (questo è pericoloso dei cristiani: pensano) di questa lettera separando quelli che ritengono dell’uno da quelli che ipotizzano siano dell’altro. Ma ciò che è grave per noi, Francesco ha fatto suo ciò che era di Benedetto. Come già disse quell’inglese panciuto, Chesterton, a proposito di due omonimi degli ultimi pontefici: «Francesco ha sparso ciò che Benedetto aveva accumulato».

Di che ti preoccupi, mi dirai tu, un papa fa il suo mestiere, parla della fede.

Innanzitutto non è così scontato, i cristiani oggi preferiscono parlare dell’amore, separano la luce della mente dagli affetti del cuore, la felicità dalla verità, l’amore dal sesso…

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