Cristos Yannaras, Ontologia della relazione


Andrej Rubljov  - Preobraženje

Andrej Rubljov – Preobraženje

Cristos Yannaras, Ontologia della relazione, Città Aperta, Troina (EN), 2008 pag. 70-72. (i corsivi sono dell’Autore).

7.2.6   Natura (leggi di natura) e meta-natura (relazione) si intrecciano (come processo originario) nella sessualità umana. Come si intrecciano anche nella funzione della coscienza e dell’inconscio.

7.2.7   Significanti linguistici per dichiarare la libertà dalla natura, la vita come-relazione: disinteresse, superamento di sé, abnegazione, amore, eros.

7.3 (Specialmente e solo) nell’uomo il bisogno del cibo (impulso all’autoconservazione) serve il desiderio della vita come-relazione, desiderio che costituisce l’uomo come soggetto razionale. La precedenza (di processo originario) ce l’ha il desiderio della vita-come-relazione, che è mediato dal bisogno del cibo.

Inoltre (specialmente e solo) nell’uomo il bisogno sessuale (impulso alla perpetuazione) funziona come libido. Serve il desiderio della vita-come-relazione (desiderio di vita senza limitazioni in una pienezza sempre incompiuta di relazione), che costituisce l’uomo come soggetto razionale.

7.3.1 Già la visione freudiana (prima delle raffinate ana­lisi di Lacan) interpreta la libido come omologa all’amore, e la fame come omologa all’istinto di nutrimento. La libido secondo Freud si trova in antitesi con l’impulso all’autoconservazione. Il suo carattere sessuale si conserva, ma al tempo stesso «rimane espressione delle pulsioni che sono correlate a qualunque cosa possiamo concepire sotto il nome amore

Con il testo di Jenseits des Lustprinzips (1920) Freud introduce il concetto di eros come principio fondamentale delle pulsioni di vita, come termine sinonimo con istinto di vita e in antitesi all’istinto di morte, identificando spesso l’eros con la libido.

7.3.2   II neonato umano viene alla vita senza parola, pensiero, giudizio, fantasia. Viene con la sola dote del desiderio della vita-come-relazione, per esprimere il quale si è affermato il termine latino libido (desiderio-brama).

Il desiderio della vita-come-relazione è inizialmente mediato dal desiderio del seno della mamma, del corpo della mamma, della presenza (abbraccio, affetto, tenerezza) della mamma.

Progressivamente viene mediato da ogni chiamata alla relazione, che crea in chi riceve la chiamata il desiderio intenso di una stabile e totale unione (co-essenza) con l’evento che esercita la chiamata. Questo evento (quello che è causa del desiderio intenso di co-essenza) ha per chi riceve la chiamata la dinamica della bellezza, precisamente cioè la dinamica della chiamata. Può essere la bellezza del volto umano, ma anche una sua manifestazione mediata: un gesto, un sorriso, la grazia del corpo, il canto, una composizione musicale, una pittura, una poesia. Evento che chiama a una co-essenza può essere anche la bellezza del mondo: un tramonto, il mare, un fiore, un paesaggio.

Da un qualche punto della maturità biologica in poi, il desiderio della vita-come-relazione è mediato anche dal bisogno sessuale. Come il bisogno vitale di cibo, così anche il vitale bisogno sessuale concretizza in operazioni esistenziali il desiderio della vita-come-relazione senza esaurire mai il desiderio.

7.3.3 Parola di bellezza è quella che significa la possibilità di colmare il desiderio vitale sempre incolmabile. Nell’ambito della possibilità di chiamata è giudicata anche l’og/gettiva prontezza ad una relazione disinteressata senza presupposti, al superamento e all’offerta di sé: il «dono» inesplicabile della reciprocità. Al tempo stesso, decisivo fattore di bellezza è la dinamica rivelativa dell’alterità: l’unicità, la dissomiglianza e l’irripetibilità dell’evento della chiamata come immediatezza di attestazione esperienziale.

7.3.4 La bellezza è parola che chiama ad una relazione vitale e questa parola si esprime con il linguaggio dell’arte, della religione, della cultura collettiva (civiltà). Ogni linguaggio di questo tipo è un ambito di esperienza delle qualità. La loro interpretazione come manifestazioni «sublimate» (sublimiert) della dinamica evolutiva della riproduzione è una proposta ipotetica di logica meccanicistica con chiarissimi e immensi vuoti interpretativi.

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