Famiglia molecola della comunità pagana


«Se questo e altro dimostrano l’indubitabile esoterismo del cristianesimo, una quantità non minore di dati (ben noti) dimostra il suo pieno essoterismo, due proprietà incompatibili razionalisticamente e conciliabili soltanto nella vita cristiana più intima, non nelle formule razionalistiche e negli schemi razionali. La struttura amicale, improntata a philia, della comunità fraterna, agapica, dei cristiani, contraddistingue non solo il rapporto gerarchico e filarchico dei membri con il centro, ma anche le frazioni più minute della comunità. La comunità, simile al cristallo, non si divide in parti amorfe, non cristalline; il limite della divisione non è l’atomo umano che con sé e partendo da sé si confronta con la comunità, ma la molecola comunitaria, la coppia di amici che è il principio dell’azione, come la famiglia era la molecola della comunità pagana. Siamo di fronte a una nuova antinomia, l’antinomia persona-diade. Da un lato la persona singola è tutto, dall’altro è qualcosa soltanto dove si trovino «due o tre». Questo «due o tre» è qualcosa di qualitativamente superiore all’«uno», benché sia stato il cristianesimo a creare l’idea del valore assoluto della persona individuale.» Florenskij P., La colonna e il fondamento della verità, San Paolo, Cinisello Balsamo (MI) 2010, pag. 430.

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