Etty Hillesum, Un ardore elementare


 

«…e perché talvolta posso essere cosi’ colma di vastità… quella vastità che non è poi nient’altro che il mio essere ricolma di te… )( …certo restiamo sempre più impoveriti, ma io mi sento ancora cosi’ ricca, che questo vuoto non mi è entrato veramente dentro… Vivere pienamente verso l’esterno come verso l’interno, non sacrificare nulla della realtà esterna a beneficio di quella interna, e viceversa. Questo è il compito che voglio considerare per me stessa…»

«…continuerò a lavorare con la stessa convinzione… Tutto è in me come un unico potente insieme e come tale lo accetto e comincio a capirlo sempre meglio anche se ancora non riesco bene a spiegarlo agli altri… )( …Continuerò la mia vita dove essa è rimasta interrotta, io ho il dovere di vivere nel modo migliore e con la massima convinzione sino all’ultimo respiro. Allora chi verrà dopo di me non dovrà più cominciare tutto daccapo e con tanta fatica… )( …E quasi a ogni battito del mio cuore cresce la mia certezza. Tu non puoi aiutarci. E tocca a Noi aiutare Te, difendere fino all’ultimo la Tua casa in Noi…»

«…Non si tratta, infatti, di conservare questa vita a ogni costo, ma di come la si conserva. Se noi.. non sapremo offrire al mondo impoverito… nient’altro che i nostri corpi salvati a ogni costo e non un nuovo senso delle cose attinto dai pozzi più profondi della nostra miseria e disperazione, allora non basterà! Dai campi stessi dovranno irraggiarsi nuovi pensieri, nuove conoscenze dovranno portar chiarezza oltre i recinti di filo spinato e congiungersi con quella stessa chiarezza che là fuori ci si deve ora conquistare con altrettanta pena… )( …Ora solo mi rendo conto di quanto Tu mi abbia dato da portare, tante cose belle e tante cose difficili. E quelle difficili si sono trasformate in belle ogni volta che sono stata disposta a sopportarle. Pensare che un piccolo cuore umano possa provare cosi’ tanto, possa soffrire e amare a tal punto! Ti sono cosi’ riconoscente perché hai scelto proprio il mio cuore, di questi tempi, per fargli sopportare tutto quanto…! Bisogna saper sopportare i tuoi misteri, Dio!… )( Ho amato tanto la vita, quando ero seduta a questa scrivania ed ero circondata dai miei scrittori, dai miei poeti e dai miei fiori, e là, tra le baracche popolate da uomini scacciati e perseguitati ho trovato la conferma di questo amore! Laggiù ho toccato con mano che ogni atomo di odio che si aggiunge al mondo lo rende ancora più inospitale e credo anche, forse un po’ ingenuamente ma, ostinatamente, che questa Terra potrebbe diventare un po’ più abitabile solo grazie a quell’amore, di cui l’ebreo Paolo scrisse agli abitanti di Corinto nel 13° cap. della sua lettera: “Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi l’amore, sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna, e se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza e possedessi la pienezza della fede, cosi’ da trasportare le montagne, ma non avessi l’amore, non sono nulla! E se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per essere bruciato, ma non avessi l’amore, niente mi giova! L’amore è paziente, è benigno l’amore, non è invidioso l’amore, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto…” )( …Questo amore è come un ardore elementare che alimenta la vita. Maria cara, qui di amore non ce n’è molto, eppure mi sento indicibilmente ricca, e non saprei spiegarlo a nessuno!…»

(Etty Hillesum, Diari 1941-1943)

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