Concezione di cultura in Florenskij


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La cultura, come dimostra anche l’etimologia della parola (da cultus), ha come suo nucleo e radice il culto. Cultura, che è forma del participio futuro – come natura – si riferisce a qualcosa che si va sviluppando. La natura è ciò che sempre rinasce, la cultura è ciò che dal culto si separa, come un germoglio, un tralcio, uno stelo laterale. I luoghi e gli oggetti sacri sono l’opera prima dell’uomo, mentre i valori culturali sono derivati del culto, strati che dal culto si staccano come  le pellicole secche dalla cipolla.

La liturgia è dunque il punto centrale e le altre attività crescono attorno a essa o, più precisamente, da essa si separano. Il sistema delle idee è inizialmente un sistema che si accompagna al culto. Sono miti che sviluppandosi dalla stessa azione cultuale, dal rito intelligibile, spiegano il culto. Sono i cosiddetti miti eziologici, ovvero le formule e i termini ausiliari della liturgia. Questi miti, termini, formule si sviluppano poi indipendentemente, evolvono in maniera autonoma, si allontanano e si separano dal culto, diventano soggetti, formule e termini laici, letterari e scientifico-filosofici. E nell’ultimo stadio di sviluppo dell’azione propriamente rituale generano la filosofia laica, la scienza laica, la letteratura laica.

Così, per esempio, l’agonia misterica e le visioni celesti di chi veniva consacrato, e anche la negromanzia dei centri sacrali antichi, danno inizio alle narrazioni mitologiche della discesa agli inferi. È possibile studiare in che modo il motivo della discesa agli inferi si laicizza. Saul, Ishtar, Ulisse, Enea, Cristo nei Vangeli apocrifi, Ir in Platone, san Cosma igumeno, san Patrizio l’evangelizzatore dell’Irlanda, Dante, Ludovico Ennio, san Perel’os, Branden o Brendan delle narrazioni del Medioevo e ancora lui nel dramma di Calderón, il Purgatorio di san Patrizio, Faust con il suo viaggio dalla Madre e così via, compreso il Manfredi di Byron, sono gradini di allontanamento di questo mito dal culto.

E l’uso della parola “mito” nulla toglie alla storicità di una o dell’altra di queste narrazioni.

Pavel Aleksandrovič Florenskij, Filosofia del culto, San Paolo, 2016

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