Sempre, di nuovo, un ri/inizio, una primavera per Imola?


Dopo otto anni da osservatore umile, ma indipendente, alla ricerca dell’identità e delle radici della nostra amata e straordinaria città, non é tempo di bilanci, ne di processi, ma di un vento nuovo che possa far sbocciare tutte le potenzialità della comunità. Il nuovo non é mai una tabula rasa del passato, ma é piuttosto una piega della Storia che trova compimento. Perché il futuro sia semplice, cioè simplĭce, sem- ‘una volta’ e -plex, plectĕre ‘intrecciare’ e plicāre ‘piegare’.

Solo da una lettura franca e attenta della nostra Storia é possibile pensare un domani fondato per la Città, in modo da costruire sulla roccia della nostra comune discendenza. Solo con una solida consapevolezza delle radici e della identità é possibile aprirsi senza la paura di vederle in pericolo.

I frutti puri impazziscono, dice un famoso antropologo, solo innestando ed intrecciando possiamo sperare che l’albero del domani possa dare frutto.

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