Tesori (forse perduti) di una città: il complesso dell’ex ospedale psichiatrico dell'”Osservanza”.

Ospedale psichiatrico “Luigi Lolli” e Ospedale psichiatrico dell’“Osservanza”
Ospedale psichiatrico provinciale “Luigi Lolli”

da Gli archivi degli ospedali psichiatrici dell’Emilia-Romagna

Varianti e altre denominazioni

Manicomio centrale o S. Maria della Scaletta (1880-1897); Manicomio provinciale di Bologna in Imola (1897-1926); Ospedale psichiatrico provinciale Luigi Lolli (1926-1980).

Storia istituzionale

Sino alla metà del XIX secolo i malati di mente di Imola venivano ricoverati presso l’ospedale Santa Maria della Scaletta in un reparto appositamente costruito a inizio secolo grazie al vescovo Mastai Ferretti, per ricoverarvi i maniaci, fino a quel momento ospitati in alcune stanze di uno stabile, caduto in disuso, di proprietà dell’ospedale. Le spese per il mantenimento del reparto erano suddivise tra il Municipio (che sovvenzionava la degenza dei maniaci cosiddetti “furiosi”) e la beneficenza pubblica (che si faceva carico della degenza dei maniaci “affetti da imbecillità e impotenza al lavoro”). Successivamente Cassiano Tozzoli (Imola 1785-1863), nominato nel 1841 direttore amministrativo e sanitario dell’ospedale di S. Maria della Scaletta, rivolse le sue energie a migliorare lo scadente reparto dei maniaci e portò avanti il progetto per un nuovo stabile, non interno all’ospedale ma situato in una struttura indipendente, più adeguata alle esigenze dei malati di mente. Nel 1844 fu così istituto il primo ospedale psichiatrico della Romagna, chiamato dal Tozzoli “Asilo”. Dotato di 80 posti letto, accolse gli ammalati dall’antico reparto dell’ospedale di S. Maria della Scaletta e divenne ben presto luogo di ricovero non solo per i malati di mente del comprensorio imolese, ma anche per quelli delle province di Forlì, Ravenna e Ferrara.
Una nuova fase della vita del nosocomio prese avvio con la nomina a direttore sanitario dell’ospedale di Santa Maria della Scaletta e del manicomio imolese di Luigi Lolli (Riolo Terme 1819-Imola 1896) fermamente convinto che i medici, sul modello dei manicomi francesi, dovessero occuparsi non solo delle questioni sanitarie, ma anche di quelle amministrative. Fresco di nomina avvertì subito i problemi dell’edificio, una struttura non più sufficiente in rapporto al continuo aumento delle richieste di ricovero, e sostenne la necessità di costruirne uno nuovo ove il medico fosse anche coinvolto nella gestione delle strutture sanitarie. I lavori del nuovo ospedale, su progetto dell’architetto Antonio Cipolla di Napoli, iniziarono nel 1869 e terminarono nel 1880.
L’ospedale, che comprendeva una serie di nuovi edifici e padiglioni indipendenti disposti su tre linee parallele, aveva una capienza di 800 posti letto e una estensione complessiva di 40.000 metri quadrati. Nonostante la capienza, il manicomio centrale ben presto si trovò con posti letto insufficienti rispetto alle richieste dato che i degenti provenivano da molte province tra cui quelle di Modena, Arezzo, Bari e Milano. Il Lolli decise allora di creare un’ulteriore struttura decentrata, una sorta di appendice di quella centrale – il Manicomio dell’“Osservanza” – i cui lavori terminarono nel 1890.
Dopo la morte del Lolli nei due ospedali, non più ben amministrati, si crearono situazioni di degrado sia nella condizione degli ammalati che nello stato degli ambienti tanto che la Congregazione di carità locale decise di vendere i due stabili. La sede centrale, adiacente
all’ospedale di Santa Maria della Scaletta, fu acquistata nel 1897 dalla Provincia di Bologna e prese dapprima il nome di “Manicomio provinciale di Bologna in Imola” e successivamente quello di “Ospedale psichiatrico provinciale Luigi Lolli”.
Si creò così una singolare situazione con la presenza in città di due manicomi ciascuno dotato di personale proprio e appartenenti ad enti diversi. Anche la provenienza dei pazienti e le loro patologie erano differenti. Al Lolli, infatti, venivano ricoverati solo ammalati provenienti dalla provincia di Bologna e quelli acuti e curabili. L’ospedale psichiatrico fu formalmente chiuso il 31 dicembre 1996.

Ospedale psichiatrico dell’“Osservanza”

Storia istituzionale
Il manicomio dell’Osservanza fu costruito nel 1890 a seguito del bisogno crescente di posti
letto nel manicomio centrale non più in grado di soddisfare le richieste di ricovero provenienti da un numero crescente di province, anche di altre regioni, il suo direttore, Luigi Lolli (Riolo Terme 1819-Imola 1896) decise di costruire una struttura decentrata estesa su un’area che, con la colonia  agricola, raggiungeva circa 75.000 metri quadrati. Il nuovo manicomio dell’Osservanza, fu esemplato sul modello ideato dall’Accademia delle Scienze di Parigi, risalente al 1788, ma ritenuto ancora il più idoneo e perfetto. Esso era costituito da padiglioni indipendenti ed aveva una capienza di circa 1000 degenti. Dopo la morte del Lolli in entrambi gli ospedali si creò una situazione di vero e proprio degrado che costrinse la Congregazione di carità imolese a porre in vendita i due stabili, sia quello che ospitava il manicomio centrale, adiacente all’ospedale di Santa Maria della Scaletta, che quello che costituiva la struttura di complemento detta dell’“Osservanza”. Mentre la sede centrale fu acquistata dalla Provincia di Bologna nel 1897, l’”Osservanza” rimase di proprietà imolese. Si determinò così la compresenza in Imola di due strutture manicomiali autonome, che ospitavano ciascuna pazienti di provenienza diversa e affetti da differenti patologie. All’Osservanza in particolare erano ricoverati i malati che non provenivano dalla provincia di Bologna e quelli affetti da patologie mentali croniche.
Dovendo ospitare un numero sempre maggiore di pazienti l’ospedale a inizio del Novecento fu ampliato. Nel 1971 con l’Istituzione dell’Ente ospedaliero la gestione del manicomio passò al neonato Ente, la chiusura formale dell’ospedale avvenne il 31 dicembre 1996.

Soggetto conservatore/detentore
Azienda U.S.L di Imola
Viale Amendola, 2 – 40026 Imola (BO)
Tel. 0542/604105; fax 0542/604019
Referente: Sabrina Fiorentini , responsabile Unità operativa Segreteria generale e Affari legali
Comune di Imola. Biblioteca
via Emilia, 80 – 40026 Imola (BO)
tel. 0542 602605; fax 0542 602602; e mail: bim.archivi@comune.imola.bo.it
Referente: Marina Baruzzi, responsabile Unità Organizzativa Biblioteche e Archivi
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Gli archivi degli ospedali psichiatrici dell’Emilia-Romagna
Nell’estate 2010 l’Azienda U.S.L ha depositato presso la Biblioteca comunale – Archivio storico di Imola la documentazione storica, in buona parte di carattere clinico, degli ospedali Lolli e Osservanza dalla loro origine fino al 1950. Negli anni precedenti erano stati effettuati altri depositi di documentazione dell’Azienda sanitaria locale contenenti alcuni nuclei documentari relativi agli istituti psichiatrici imolesi
Sedi di conservazione
Azienda U.S.L di Imola
Indirizzo deposito
“Montecatone” – Padiglione Montebello
Via Montecatone, 37 – 40026 Imola (BO)
Archivio amministrativo e sanitario
consistenza: 581 unità di cui: regg. 309, bb. 48, raccoglitori 210, scatole14.
estremi cronologici: 1951 – 1996
ordinamento: ordinato
conservazione: buona
descrizione delle serie:
Attività amministrativa
Ospedale psichiatrico Osservanza: Documentazione amministrativa (1951-1992, bb. 21), Minute protocolli (1953-1965, raccoglitori 116), Cartelle sociali (1980-1996, scatole 14), Scuola infermieri (1958-1970, bb. 27).
Ospedale psichiatrico Lolli: registri di protocollo (1970-1962, regg. 22), Minute di protocolli (1951-1980, raccoglitori 94).
Attività sanitaria
Ospedale psichiatrico Osservanza: Movimento pazienti, 1951-1992 regg. 229
Ospedale psichiatrico Lolli: Movimento pazienti, 1951-1962 regg. 58
Serie cartelle cliniche
Per ciascun paziente oltre alla cartella clinica vi è una cartella amministrativa, che comprende anche la corrispondenza del soggetto ricoverato. La documentazione è riferita sia ai ricoverati nell’ospedale “Osservanza” (1951-1966, bb. 765, scatole 3) sia ai ricoverati nell’ospedale “Lolli” (1951-1994, bb. 393). Si segnala un nucleo di cartelle cliniche afferenti il Centro diagnostico provinciale “Silvio Alvisi” (1957-1978, bb. 66).
consistenza: bb. 1224, scatole 3
estremi cronologici: 1951 – 1996
ordinamento: ordinato e inventariato. Le serie riguardano i degenti uomini, dimessi e/o morti, e le donne, dimesse e/o morte. Le buste seguono una numerazione progressiva che riparte da uno per ogni serie. L’archivio è corredato da uno schedario nominativo.
conservazione: buono
Archivio storico comunale
c/o Biblioteca comunale
Indirizzo deposito
via Emilia, 80 – 40026 Imola (BO)
Archivio amministrativo
Documentazione amministrativa, costituita da carteggio e libri mastri, depositata presso l’archivio comunale nel 1985.
consistenza: 139 unità di cui: bb. 67, regg. 71, fasc. 1
estremi cronologici: 1812-1938

Gli archivi degli ospedali psichiatrici dell’Emilia-Romagna
ordinamento: ordinato
strumenti di consultazione: Archivio Ospedale. Manicomio. Inv. V/8. Elenco analitico, [1812-1938], a cura di Anna Rustici, 1964-1967 (non comprende i registri); Descrizione topografica sommaria degli archivi degli ospedali e degli enti assistenziali di Imola, a cura di Pierangelo Bellettini, ds., 1985
conservazione: buono
Archivio amministrativo e sanitario
Documentazione depositata dall’Azienda USL nell’estate 2010.
consistenza: 1146 unità di cui: buste 821; registri 324; fascicolo 1.
estremi cronologici: 1841-1950
ordinamento: non ordinato
conservazione: buona
strumenti di consultazione: elenco di deposito (cartaceo)
descrizione delle serie:
Ospedale psichiatrico Osservanza: Corrispondenza (1900-1963, bb. 15), Amministrazione (1940-1954, b.1, fasc. 1), Personale (1932-1950, bb. 2), Ispettorato (1928-1954, bb. 2), Scuola infermieri (1919-1950, bb. 6), Sezione giudiziaria (1935-1955, reg. 1), Perizie medico-legali (1880-1951, bb. 5), Registri generali d’entrata (1841-1950, regg. 12), Registri entrati e usciti (1945-1950, regg. 3), Registri autopsie (1911-1933, reg.1), Registri movimento malati (1882-1949, regg. 97), Rubriche uomini/donne (1841-1950, regg. 4), Registri prosciolti (1932-1954, regg. 3), Fascicoli personali ricoverati (1910-1963, bb. 2), Militari criminali (1913-1918, b. 1), Stranieri (1947-1960, bb. 3), Piretoterapia (1934-1939, b. 1).
Ospedale psichiatrico Lolli: Corrispondenza e repertori della corrispondenza (1946-1950, bb. 3, regg. 5), Amministrazione (1937-1950, reg.1, bb. 4, fasc. 1), Movimento malati (1900-1950, regg. 54), Registri generali d’entrata (1863-1948).
Ospedale psichiatrico Osservanza/Ospedale psichiatrico Lolli: Fotografie (XIX-XX sec, bb. 6), Conti consuntivi (1878-1906, regg. 10), Giornali di amministrazione (1892-1904, regg. 13), Registri entrati/usciti (1872-1910, regg. 8), Registri dei morti (1877-1910, regg. 2), Registri movimento maniaci (1874-1910, regg, 2), Registri delle dozzene (1871-1922, regg. 104).
Serie cartelle cliniche
Ospedale psichiatrico Lolli: 1844-1950, bb. 254; Schedario cartelle cliniche, sec. XIX seconda metà-1950, bb. 5 Ospedale psichiatrico Osservanza: 1846-1950, bb. 494; Schedario cartelle cliniche, sec. XIX seconda metà-1950, bb. 18
consistenza: bb. 771
estremi cronologici: 1844 – 1950
ordinamento: non ordinato.
conservazione: buono
Bibliografia
Regolamenti per il venerabile Ospitale d’Imola, Imola, da F. Dal Monte Casoni stamp. Vescovile, 1818.
A. G., Manicomio in Imola, in «L’Utile Dulci», n. 32, 1843, pp. 263-264.
LOLLI L., Il manicomio d’Imola. Monografia presentata all’Esposizione emiliana, Imola, Galeati, 1888.
LOLLI L., Origine e fondazione del manicomio d’Imola, Imola, Galeati, 1890.
La Congregazione di carità e i suoi istituti, in Comune di Imola. Rassegna dell’attività comunale in sei anni di regime fascista edita in occasione della visita dei Reali d’Italia, 13 giugno 1928, Imola, Galeati, 1928, p. 95-113. Nel VII centenario dell’ospedale civile, Imola, Galeati, 1966.
GALASSI N., Gli ospedali psichiatrici nella vita imolese, in Iomla come Imola, a cura di R. RENZI, Bologna, Cappelli, 1968, p. 155-172.
GALASSI N., Dieci secoli di storia ospitaliera a Imola, Imola, Galeati, 1970. Nuovo ospedale S. Maria della scaletta di Imola, Imola, USL 23, 1989. La città proibita. Nascita e fine dell’Ospedale Psichiatrico di Imola (1844-1994), Imola, Galeati, 1994.
MENGHI SARTORIO B., Azienda Unità Sanitaria Locale (AUSL) di Imola in Archivi imolesi fuori dagli archivi. Guida a cura di M. BARUZZI e F. MAESTRINI, Imola, Biblioteca comunale di Imola, 2009, pp.59-62.
La città dei matti, proposta di ricerca a cura dell’Archivio storico comunale di Imola, novembre 2008, on-line <http://archiviostorico.comune.imola.bo.it/content.php?current=9315> Scheda a cura di Barbara Menghi Sartorio (rilevazione 2007, aggiornamento 2010).

massimo osservanza

Centro Relazioni Umane Massimo Golfieri

Andrea Turtura

Giacomo Doni

Spazi della Follia Imola

La Città dei Matti

Ex Ospedale Psichiatrico “Lolli”