Tesori (perduti) di una città: l’Anfiteatro Romano di Forum Cornelii

“Poco fuori della città verso nord è il luogo dove sono sepolti i ruderi dell’ANFITEATRO ROMANO che era di imponenti dimensioni (m. 107 x 69) con una parte fissa in muratura rivestita di marmi pregiati cui pro­babilmente si univa in determinate occasioni una parte smontabile in legno. Il rapido espandersi della città ha soffocato questo luogo che poteva diventare invece una importante zona archeologica circondata di verde. Ciò nonostante è auspicabile che ciò che resta dell’importantissimo manufatto sia nuovamente messo in luce.”
Da ” Imola Guida Storico Artistica (1962) F. Mancini A. Meluzzi.”

 

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“L’anfiteatro di Imola risale al I secolo d.C. e misurava 108 per 80 metri. Dal 1953, è semplicemente ignorato dal piano regolatore della città, come se non fosse mai esistito, nonostante un vincolo del 1925, nonostante la documentazione di alcuni scavi. Oggi è sepolto sotto una zona residenziale “semi-intensiva”. Per il vantaggio di pochi, Imola non possiede più il suo più importante monumento, e l’unico che potrebbe testimoniare la sua identità romana, quando era conosciuta col nome “Forum Cornelii”. Così, uno dei simboli più importanti non solo di una cultura passata, ma anche della possibilità stessa, per una comunità, di identificarsi intorno alla propria storia, purtroppo è sepolta, a pochi metri dai cittadini, senza che possano fruirne. La professoressa Maria Alessandra Gambetti Bizzi, insieme ad altri cittadini imolesi che condividono la missione di affermare l’importanza del patrimonio archeologico per la storia e l’identità di un territorio, ha deciso di lottare perché gli enti preposti alla cura del patrimonio culturale, tutelino e valorizzino in tutti i modi possibili questo bene comune. Maria Alessandra, per questo, ha fondato e presiede il “Comitato per la valorizzazione dei beni archeologici della città di Imola”. Il suo lavoro, coraggioso e determinato, culminato di recente nella pubblicazione di un volume molto ben documentato, dal titolo: “L’Anfiteatro romano di Imola”, è un esempio straordinario di cittadinanza attiva che lotta per ricostruire la sua comunità intorno ai valori della cultura. Io sono con Maria Alessandra e con tutti gli imolesi che credono ne ‪#‎laculturachevince

Massimo Bray

Possiamo ora vedere quale fosse la struttura e l’aspetto della città nel momento della sua massima estensione. Essa era un forum, quindi nel suo centro esisteva un foro cioè una piazza porticata, che serviva da raduno e da mercato per le contrattazioni dei coloni che vi affluivano dalla campagna. Intorno al foro vi erano gli edifici pubblici, senza i quali un forum romano era impensabile. Anzitutto qualche tempio, poi una basilica, cioè un ampio edificio o salone coperto, destinato all’amministrazione della giustizia e alla contrattazione degli affari, anch’essa proporzionata all’importanza del forum. Poi una curia, cioè – si direbbe oggi – il palazzo del Municipio, per gli uffici amministrativi e le riunioni dei funzionari municipali.

Oggi tutto fa credere che questo centro amministrativo, religioso e commerciale di Imola antica si trovasse dove oggi è la piazza Caduti per la Libertà e nelle sue adiacenze. In qualche altra parte della città ma assai probabilmente presso il centro vi erano le terme, poichè in tutti i fori romani il centro si è trovato fornito di questo e di altri servizi igienici. Lungo la via Emilia, sia verso Bononia sia verso Faventia, fuori dell’abitato, come fu sempre uso dei Romani, si trovavano le zone cimiteriali. La loro esistenza nei due punti indicati è certa, attestata da ritrovamenti archeologici antiche e recenti. Dei due cimiteri il maggiore era probabimente quello dalla parte di Bologna, poichè nella zona di Croce Coperta si sono trovate tombe romane sparse su largo spazio. Ad una delle due estremità del decumano massimo, o nel punto in cui la via Emilia si immetteva nell’abitato, o nel punto opposto in cui ne usciva, si trovava la mansio, ossia il luogo di tappa per i viaggiatori. Considerata la distanza di Forum Cornelii da Faenza e da Claterna, e tenuto conto dell’ordinamento regolare che fu data al tempo di Augusto alle poste imperiali, è certo che Forum Cornelii era una mansio.

Ora, l’esistenza di una masio implicava sul luogo l’esistenza di scuderie per i cavalli del cambio, di un albergo o luogo di ristoro per i viaggiatori, e infine l’esistenza di una caserma o corpo di guardia per la piccola guarnigione, alla quale era assegnata la vigilanza sul tratto di strada tra l’una e l’altra tappa. Tutto ciò si trovava probabilmente dalla parte di Faenza, tra il Santerno e l’ingresso della città, poichè è più verosimile che quei servizi fossero collocati all’ingresso del forum per chi proveniva da Roma.

Dall’altra parte, a pochi metri dall’uscita di città della via Emilia, e adiacente a questa, sulla destra per chi andava verso Bononia, si trovava l’anfiteatro. Il paesaggio doveva essere assai simile a quello odierno. A sud le colline digradanti verso la città a nord la pianura, divisa dalle strade del centuriato in una regolarissima scacchiera di poderi e accuratamente coltivata. La sola differenza doveva consistere in una più fitta vegetazione arborea e forse in qualche folta macchia di alberi, specialmente sulla collina. Sempre in collina dovevano scorgersi alcune ville-fattorie. Il Santerno scorreva dove scorre ora: lo dimostra l’esistenza del ponte romano detto delle lastre. Un altro ponte doveva trovarsi lungo la via Emilia, molto probabimente dove si trova quello odierno. Sul Castellaccio esisteva una borgata, residenza di un nucleo superstite della popolazione pre-romana del luogo.