Tesori (perduti) di una città: Il palio dei barberi per la festa del Divo Cassiano, Imola.

San Cassiano di Imola, Patrono.

Tratto da Imola Guida storico artistica, F. Mancini, A. Meluzzi, 1962

I giorni di fiera e di mercato anche per Imola, come per ogni altra città di provincia italiana, e spe­cialmente per quelle che, come la nostra, sono al centro d’un contado particolarmente ubertoso, costi­tuiscono un fenomeno che non riguarda soltanto l’economia, ma anche la tradizione e il costume. Così l’istituzione di una annuale fiera di mercati e bestiame in Imola è assai antica: risale al 1598, e in origine si tenne nei primi quindici giorni d’agosto, in concomitanza con la festa del Patrono S. Cassiano, dapprima presso la chiesa dello stesso nome a Ponte Santo; poi, dal 1604, nel prato della rocca; in seguito, dal 1609, sulla via Emilia ai lati della piazza maggiore, e finalmente nella piazza stessa.

Innumerevoli sono, nei corso dei secoli, i prov­vedimenti emanati dall’autorità per disciplinarne lo svolgimento, fissarne le tariffe e ogni altra cosa la riguardasse. E ancor oggi l’istituzione, ancorata a così vetusta tradizione, vive e assolve la sua utile funzione. Tra le altre manifestazioni che affiancavano la fiera, si ricorda, come la più caratteristica, la corsa dei cavalli berberi. Questa gara che ebbe grande successo dal seicento all’ottocento, si svolgeva varie volte durante l’anno ed era diventata di prammatica per determinate fe­stività: durante la settimana della fiera, nella quale trovava la sede più adatta, si correva ripetutamente fino a culminare nell’ultima e più importante com­petizione che si svolgeva il 13 agosto, per la festa del Santo.

Era questa non una prova di equitazione o di abilità umana, in quanto i cavalli correvano non montati, ma una esibizione delle qualità fisiche dei corridori, del loro grado di addestramento, della bontà della loro razza. Quasi una mostra equina trasformata dagli allevatori locali in una competi­zione. Al via i cavalli berberi, o come si diceva allora barberi, partivano a corsa sfrenata da porta d’Ilone, e attraverso tutta la città, lungo la via Emilia, ai cui lati facevano ressa due ali di « tifosi » taglia­vano il traguardo a porta dei Servi. E tanto era l’entusiasmo per quello spettacolo che, per l’occa­sione, la Municipalità doveva chiedere a tutela del­l’ordine un distaccamento di militi.