Tu Dio non farmi male – Ferdinando Tartaglia


La dimora del tempo sospeso

Ferdinando Tartaglia (I)
50Io sono ancora aurora e già il tramonto / dice su me che il giorno è per finire / non sono ancora nato e già morire / io devo al tempo che à invertito il conto. //
Tu Dio non farmi male. E se soffrire / io dovrò ne lo strappo e poi nel tonfo / fammi subito intero risalire / a baciarti nel volto de l’incontro. //
Là non sarò più morto. Ma fiorire //

     TU VIOLENZA DI VIOLA

Tu violenza di viola che volando
volgi avvento di vento a velo e viso
stipula nei tuoi petali lo scampo
che su l’ultimo gelo instauri eliso.
Sale Sirio inseguito dal tuo vanto
e l’estuario del fiume à l’elmo alliso.
Non sconvolgere l’erta: vienmi accanto
non distruggere delta: dàmmi riso.

(1929)

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